Clienti in rivolta, Marriott rinuncia a bloccare il wi-fi personale dei congressisti nelle sale meeting degli alberghi
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Multata per 600mila dollari a inizio ottobre dalla commissione federale americana per le comunicazioni per avere bloccato la connessione wi-fi personale dei delegati a un congresso che si svolgeva in uno dei propri alberghi – obbligandoli di fatto ad acquistare la connessione a pagamento – Marriott fa ora marcia indietro. Una nota della catena afferma infatti che Marriott non impedirà più agli ospiti di utilizzare i propri dispositivi personali come hotspot per il wi-fi, ma che continuerà a chiedere alla commissione federale di chiarire quali misure alternative possono essere adottate per proteggere i dati dei propri clienti e garantire la sicurezza della rete nelle aree meeting degli alberghi.

Il ripensamento è la conseguenza delle numerose proteste dei clienti e dei partecipanti agli eventi, che negli hotel Marriott si sono visti privare della possibilità di utilizzare i propri smarthone come dispositivi wi-fi per il computer e a dovere acquistare a caro prezzo la connessione.

In ottobre Marriott aveva accettato di di pagare la multa, ma si era difesa argomentando che il blocco degli hotspot personali non era finalizzato a fare cassa vendendo il collegamento a internet, ma a proteggere la sicurezza del proprio network che gli hotspot personali potevano disturbare e rendere vulnerabile a cyber-attacchi o tentativi di furto dei dati. La commissione per le comunicazioni, aveva sostenuto la catena, doveva permettere di bloccare gli hotspot personali nelle aree meeting – dove potevano transitare i dati confidenziali delle aziende ospiti – mentre quelli nelle aree comuni e nelle camere sarebbero stati comunque lasciati in funzione.

La vicenda aveva suscitato un vespaio di polemiche negli Stati Uniti: Hilton si era schierata a favore di Marriott, mentre Microsoft e Google avevano preso le parti della “lobby del wi-fi” sostenendo che esistono altre soluzioni per proteggere i network che non sia quella di bloccare gli hotspot dei clienti.

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