L’impatto di meeting ed eventi sugli alberghi: 6 previsioni per il 2015
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Che impatto stanno avendo meeting ed eventi sull’offerta alberghiera? Come deve rispondere l’hotellerie all’evoluzione del mercato congressuale e delle esigenze di organizzatori e partecipanti? Quali sono i temi caldi su cui gli alberghi devono focalizzarsi per assicurare dotazioni e servizi in linea con le aspettative della domanda? Quali sono i trend di evoluzione che coinvolgeranno le strutture alberghiere nel 2015?

A questi interrogativi risponde un report prodotto dal fornitore di tecnologia Social Tables in collaborazione con Meetings Mean Business, il progetto americano di advocay per il settore meeting ed eventi: realizzato sulla base di diversi studi di settore e integrato con le previsioni di 9 professionisti dell’hospitality e degli eventi, il report è eloquentemente intitolato The 9 Ways Meetings Will Impact Hotels in 2015. Riportiamo di seguito i 6 punti a nostro parere più rilevanti per il mercato italiano.

Le reti dovranno essere più sicure
La sicurezza delle reti internet degli alberghi è un fattore di crescente importanza: quando un’azienda manda i propri dipendenti in un albergo per partecipare a meeting o conferenze, di fatto manda anche i propri documenti riservati contenuti nei loro computer e telefoni aziendali. Il pericolo è che le informazioni riservate siano rubate dagli hacker attraverso network di rete poco sicuri. Secondo il report, gli alberghi hanno la responsabilità di fornire connessione sicure che impediscano a terzi di accedere ai dati che vi transitano. Recentemente, ricorda il report, la Federal Trade Commission, la commissione federale americana che tutela i consumatori, ha citato in giudizio la catena alberghiera Wyndham perché prometteva ai clienti una rete sicura che non aveva. Il cyber-attacco di un’organizzazione criminale russa aveva portato infatti al furto dei dati dei clienti e a frodi per 10 milioni di dollari. Il processo è ancora in corso.

Raccogliere dati per stimolare il mercato
L’impatto economico che meeting ed eventi hanno sugli alberghi è enorme. Il dato di Frost and Sullivan citato dal report, relativo al mercato americano nel 2013, parla di un fatturato alberghiero di 103 miliardi di dollari generato da 5 milioni di eventi con 512 milioni di partecipanti. Un tale movimento economico necessita di dati su cui fondare strategie di ottimizzazione dell’efficienza e del servizio al cliente. Ma, ancora di più, gli alberghi dovranno raccogliere dati sui processi generati dagli eventi che ospitano e condividerli con gli organizzatori affinché questi possano utilizzarli per dimostrare il ritorno sull’investimento nell’evento. Un ROI positivo porta ad altri investimenti in eventi. La tecnologia consente oggi di misurare l’intero ecosistema dell’evento, dal momento in cui il partecipante esce di casa a quando vi ritorna, e gli alberghi saranno attori sempre più determinanti nella raccolta dei dati strategici.

Le tecnologie immersive sostituiranno le site inspection?
La convergenza, a prezzi più accessibili che in passato e attraverso dispositivi indossabili più user friendly, di tecnologie immersive quali la realtà virtuale, la tecnologia gestuale, la realtà aumentata e il 4D offre agli alberghi un’efficace strumento di marketing da utilizzare anche verso il target dei meeting planner. La catena Marriott, per esempio, ha lanciato a settembre un’esperienza di viaggio in realtà virtuale: 3 minuti in cui gli ospiti degli alberghi dove è stata sperimentata potevano “volare” sopra i grattacieli di Londra oppure camminare sulle spiagge delle Hawaii. L’esperienza virtuale è uno strumento di marketing infinitamente più efficace di una brochure stampata anche, se sottolinea il report, per un meeting planner non potrà mai sostituire completamente la site inspection: velocità del servizio, pulizia delle camere ed efficienza del check in, tanto per fare qualche esempio, non possono essere testati con la realtà virtuale.

Check in da mobile e chiavi virtuali: il meeting planner ringrazia
Ha cominciato Starwood, annunciando a novembre l’introduzione delle chiavi virtuali per permettere agli ospiti di aprire la porta della camera con lo smartphone. Hilton sarà pronta con lo stesso servizio nel 2015, ed entro la fine di quest’anno i clienti dei suoi 4mila alberghi nel mondo potranno fare il check in, scegliere la camera e segnalare le proprie richieste speciali dal proprio dispositivo mobile attraverso la app dedicata. Per i meeting planner, che devono preparare kit con le chiavi delle camere per i partecipanti e organizzare il check in di centinaia di delegati in contemporanea, queste innovazioni sono accolte con un sospiro di sollievo. Il trend è chiaro, e la strada è aperta.

Wi-fi e copertura cellulare: devono funzionare
Mediamente, ha rilevato Marriott, i partecipanti agli eventi varcano la soglia degli alberghi con 2-4 dispositivi mobili ciascuno, ognuno dei quali connesso alla rete in ogni momento. La sfida per gli alberghi, dunque, non è più quella di dotarsi di un sistema wi-fi (ormai dato per scontato in qualunque tipo di struttura), ma di dotarsi di un sistema in grado di offrire una connessione funzionale a un numero molto elevato di dispositivi. Stesso discorso per la copertura cellulare, 3G o 4G: se il provider telefonico non è in grado di sostenere il traffico dati di un gran numero di dispositivi in occasione di un evento, il report suggerisce che gli alberghi si dotino di antenne per potenziare il segnale e la copertura.

Alberghi medi e low cost con spazi e servizi meeting: un potenziale inesplorato
Gli organizzatori di eventi, si sa, si muovono quotidianamente fra l’incudine e il martello: le aspettative elevate dei clienti e i paralleli tagli di budget per gli eventi. Il report suggerisce che il mercato si sta gradualmente spostando verso alberghi di categoria media, se non addirittura low cost, per organizzarvi gli eventi di business. Le grandi catene internazionali di fascia alta, che hanno già identificato il trend, stanno infatti lanciando nuovi brand low cost con hotel dotati di spazi e servizi meeting: il Moxy Hotel di Marriott che ha aperto a Milano Malpensa ne è un esempio, così come il brand 205 hotelF1 di Accor. Gli alberghi di categoria media ed economica hanno un potenziale molto alto per il settore degli eventi: il futuro dirà se saranno in grado di dotarsi di spazi e servizi meeting efficienti e a basso costo.

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