Il business dei cieli: investire negli aeroporti per far crescere l’economia, un’occasione che l’Italia potrebbe perdere
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Generano un notevole flusso di ricchezza, ma è un business dal quale l’Italia, se non saprà investire, rischia di rimanere tagliata fuori: a livello globale, l’aviazione civile genera infatti un fatturato di 306 miliardi di euro e impiega 5,5 milioni di addetti, ma considerandone l’indotto, compreso il turismo, il valore sale a 1.000 miliardi di euro, per complessivi 33 milioni di persone occupate. Entro il 2030, cioè fra 15 anni, solo l’aviazione civile produrrà un fatturato di 714 miliardi di euro, mentre il valore complessivo, incluso l’impatto turistico, è stimato in crescita fino a 2.600 miliardi di euro.

I dati provengono da una ricerca che, condotta dal Censis e promossa da Save, la società di gestione degli aeroporti di Venezia e Treviso, sostiene che le possibilità di crescita reale dell’Italia dipenderanno anche da come il paese saprà competere su questo settore attraverso lo sviluppo dei propri aeroporti, che favorirebbero la crescita dell’economia nazionale.

Nel 2013, i passeggeri sbarcati e imbarcati negli aeroporti italiani nel 2013 sono stati 144 milioni, cioè il 4,7% dei passeggeri aerei mondiali: un numero che ha avuto un incremento del 12% rispetto al 2007 nonostante gli anni di crisi, a conferma che il business dei cieli si è mantenuto solido. Per mantenere la stessa quota di mercato anche nel 2030, dice il Censis, l’Italia dovrebbe entro quella data avere 330 milioni di passeggeri che transitano nei propri aeroporti.

L’obiettivo è sicuramente ambizioso – si tratta infatti del +129% rispetto a oggi – ma il suo raggiungimento darebbe un impulso significativo all’economia, perché produrrebbe 745mila posti di lavoro in più e un valore economico pari a 3,1 punti percentuali di Pil.

Se invece l’obiettivo per il 2030 fosse quello di incrementare la quota di mercato degli aeroporti italiani di 2 punti percentuali, il numero dei passeggeri accolti dovrebbe essere pari a 472 milioni (+227% rispetto a oggi): in questo caso si genererebbero 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro e un valore economico di 5,5 punti percentuali di Pil.

Investire negli aeroporti, conclude il Censis, è oggi una delle cure intensive per favorire la crescita dell’economia nazionale: aeroporti più ampi, accoglienti e funzionali significano non solo più turisti – specialmente quelli ad elevata capacità di spesa – ma anche più opportunità di esportazioni, più relazioni di business, più scambi internazionali e quindi più lavoro e più ricchezza.

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