Tariffe alberghiere più alte del 4% a livello globale, ecco dove salgono e dove scendono i prezzi
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La crisi allenta la morsa e i consumatori aumentano la propra capacità di spesa. Il meccanismo è confermato dall’incremento delle tariffe alberghiere, che nei primi 6 mesi del 2014 sono salite del 4% rispetto allo stesso periodo del 2013. Secondo i dati semestrali dell’Hotel Price Index di Hotels.com, le macroaree geografiche con gli aumenti più consistenti sono Caraibi e America Latina, seguite da Europa, Medio Oriente e Nord America. Stabili invece i prezzi nell’area Asia-Pacifico.

In Italia, dove pure la ripresa economica è debole e precaria, i prezzi degli alberghi hanno registrato un aumento del 7% rispetto allo scorso anno, con un rincaro superore alla media del resto d’Europa, che si attesta sul 5%. I paesi europei dove le tariffe sono salite di più, segnando anche i maggiori incrementi a livello mondiale, sono Islanda (16%), Croazia (16%), Grecia (15%), Lettonia (14%), Irlanda (13%) e Malta (12%). In cima alla classifica dei rincari ci sono però le Seychelles, dove da un anno all’altro il prezzo medio per una camera d’albergo è salito del 40%.

Europa e Medio Oriente, segnala inoltre l’Hotel Price Index, hanno registrato in questo primo semestre il massimo incremento da 6 anni a questa parte, mentre negli Stati Uniti nel mese di giugno sono stati toccati i massimi livelli di occupazione alberghiera dell’intero secolo.

Le destinazioni che registrano invece i cali più consistenti sono Maldive (-21%), Egitto (-16%), Brasile (-13%), Ucraina (-13%) e Tailandia (-11%): nella maggior parte c'è una forte instabilità politica e un appeal turistico che nell’ultimo semestre si è drasticamente ridotto. Prezzi in calo, però, anche in molti paesi stabili come Australia, Canada, Messico, Argentina, India, Singapore e, in Europa, Svezia, Norvegia e Slovenia.

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