Posata la prima pietra del padiglione Usa a Expo, a Nussli l’incarico di realizzare la struttura dedicata all’American Food 2.0
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Con una cerimonia di inaugurazione cui ha partecipato in collegamento video anche il segretario di Stato americano John Kerry sono partiti ieri i lavori di realizzazione del padglione degli Stati Uniti a Expo 2015. L’edificio, progettato dall’architetto James Biber, occupa uno dei lotti principali tra quelli assegnati ai padiglioni cosiddetti “self-built”, cioè costruiti autonomamente dai paesi partecipanti, e ha un'area di cantiere di 4.560 metri quadrati.

Al suo interno ci sarà una “fattoria verticale” completamente funzionante; il Padiglione, con il tema American Food 2.0: United to Feed the Planet, avrà infatti la struttura leggera di un granaio sviluppato su due piani e presenterà il ruolo chiave degli Stati Uniti per il futuro dell’alimentazione nel mondo, celebrando la storia e la capacità innovativa dell’agricoltura americana con un calendario di eventi che include esibizioni interattive, esperienze di degustazione, esposizioni, workshop e acceleratori di innovazione creati con contributi di donatori privati e partner.

A finanziarne la costruzione un gruppo di sponsor privati, fra cui GE, Brand USA, Uvet, DuPont, illy, 3M, McKinsey & Company e FleishmanHillard, con il coordinamento di Friends of the USA Pavilion Milano 2015, progetto privato di collaborazione che riunisce la James Beard Foundation, l’International Culinary Center e la Camera di Commercio Americana in Italia.

La realizzazione è stata affidata a Nussli, multinazionale specializzata in allestimenti e strutture temporanee per grandi eventi che è già responsabile generale della realizzazione del padiglione del Kuwait, responsabile operazioni per il padiglione dell’azienda cinese Vanke e della parte ingegneristica per il padiglione del Messico. A Nussli è stata affidata anche la costruzione del padiglione della Svizzera e un analogo incarico, insieme a due società tedesche, per il padiglione della Germania.

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