Ridurre lo spreco di cibo negli eventi: le 4 regole per facilitare il recupero alimentare
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Un terzo del cibo che viene prodotto nel mondo finisce nella spazzatura e l’Italia, con 150 chilogrammi pro-capite di alimenti non consumati, supera la media europea. I numeri forniti dalla FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l'agricoltura, ben inquadrano la dimensione del problema e la necessità di spingere i paesi industrializzati ad acquisire una maggiore consapevolezza traducendola in atti per affrontare quella che è una questione non solo etica, ma anche economica e ambientale.

Anche il settore congressuale è chiamato ad adottare misure che riducano lo spreco del cibo non consumato durante gli eventi: ad affrontare il tema è stato il convegno Save the Food organizzato a inizio giugno al Grand Hotel Dino di Baveno dal consorzio territoriale Lago Maggiore Meeting Industry, durante il quale sono stati presentati progetti e sperimentazioni che possono essere presi a modello dagli operatori del settore.

Il convegno, che ha visto la partecipazione di esperti quali Marco Lucchini, direttore generale della fondazione Banco Alimentare onlus, Luca Falasconi, docente dell’Università di Bologna e socio fondatore di Last Minute Market, e Andrea Segrè, coordinatore del Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, ha illustrato in particolare il progetto intrapreso da 3 alberghi del consorzio Lago Maggiore Meeting Industry che hanno sperimentato il recupero del cibo delle prime colazioni.

Con il supporto di Banco Alimentare, il Grand Hotel Dino di Baveno, l’Hotel Regina Palace e il Grand Hotel Des Illes Borromes di Stresa la scorsa primavera hanno infatti recuperato, per 13 giorni pane, torte, brioche e biscotti non consumati dagli ospiti, che a fine servizio colazione sono stati ritirati e donati alla Casa di Nazareth, struttura che accoglie adolescenti in difficoltà. Nel corso della sperimentazione sono stati così sottratti allo spreco 1.000 brioche, 13 torte, 13 chilogrammi di pane fresco e 25 del giorno precedente.

Questi numeri, riportati su un lasso temporale di 5 mesi, significherebbero 10.000 brioche, 130 chilogrammi di pane fresco e 250 del giorno prima. “Spesso ci sono surplus di cibo che non riusciamo a gestire e, d'accordo con la Casa di Nazareth, il Borromées e il Regina stanno continuando una collaborazione. L'ideale sarebbe sollecitare altre strutture e trovare altri volontari in modo da rendere più efficienti le operazioni di ritiro”, commenta Elisabetta Grassi del Grand Hotel des Iles Borromees.

Un secondo progetto dedicato specificatamente al mondo degli eventi è quello dell’associazione Equoevento onlus: costituita a gennaio 2014 e basata a Roma, si occupa di recuperare le eccedenze alimentari di meeting, congressi, eventi, matrimoni e banqueting, distribuendole poi a diverse istituzioni caritatevoli della città. “Non bisogna vergognarsi dell’abbondanza, ma dello spreco” ha detto la presidente di Equoevento Giulia Proietti. “L’eccedenza è una risorsa: il suo recupero permette di distribuire più equamente cibo di alta qualità e valore nutritivo e di elevare il benessere sociale aiutando chi ha bisogno”.

Giulia Proietti ha indicato 4 aspetti da considerare per facilitare la recuperabilità degli alimenti non consumati:

1. Preparazione in loco
Il recupero è più semplice in strutture dotate di cucine, come alberghi e ristoranti: il trasporto, infatti, contamina e rovina gli alimenti, riducendone la recuperabilità.

2. Scelta del menù
Sono da preferire ingredienti con un rischio di contaminazione batterica ridotto: no quindi ai crudi di carne e di pesce o ai piatti misti con cotto e crudo, perché le diverse temperature favoriscono la proliferazione batterica. Sì, invece, ai carboidrati, che si conservano facilmente.

3. Limitare l’esposizione
Nel caso di eventi a buffet è consigliabile non esporre subito tutto il cibo: meglio ridurre il numero di vassoi e prevederne un ricambio frequente. Alternativamente, se il ricambio non è possibile, è consigliabile esporre il cibo sotto teche di plastica o vetro.

4. I contenitori per il trasporto
Il cibo da recuperare deve essere raccolto in contenitori chiusi (anche vassoi di alluminio), senza mischiare gli alimenti. I vassoi vanno poi posti in contenitori di polistirolo termoisolati per il trasporto. Se il consumo non è previsto per il giorno stesso occorre dotarsi di celle frigorifere per la conservazione e il trasporto.

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