Obama dice sì a Expo 2015, gli Stati Uniti firmano il contratto di partecipazione
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Era l’ultimo grande paese rimasto ancora ufficialmente fuori dall’arena dell’Esposizione Universale, sebbene già lo scorso novembre avesse già presentato il progetto del proprio padiglione, e ora Expo tira un sospiro di sollievo: ieri, al termine dell’incontro con Matteo Renzi, il presidente americano Barack Obama ha annunciato la firma degli Stati Uniti: “L’esposizione di Milano farà un lavoro straordinario come può fare soltanto l’Italia” ha commentato.

Nel pomeriggio il segretario di Stato americano John Kerry e il Commissario per Expo Giuseppe Sala si sono riuniti per approfondire i dettagli della presenza statunitense (il 147° partecipante ufficiale) all’Esposizione. Il padiglione americano, il cui concept architettonico – American Food 2.0 – richiama la struttura di un granaio, sarà ad alto contenuto tecnologico e costituirà una vetrina delle eccellenze statunitensi nel food, con giardini verticali arricchiti da piante provenienti da tutti i 50 stati. Al suo interno, il tema Nutrire il pianeta, energia per la vita sarà sviluppato in modo innovativo, per offrire ai visitatori soluzioni e strumenti in grado di rispondere a 2 delle principali sfide del nostro tempo: la sicurezza alimentare e la promozione di stili di vita salutari.

“Per il mondo delle imprese che sta puntando su Expo la firma americana non è solo un’ottima notizia ma una vera e propria iniezione di fiducia” ha commentato Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano, “E la fiducia è elemento essenziale per motivare i nostri imprenditori a investire nelle attività del 2015. Le parole di Obama sull’Expo hanno messo Milano, per un giorno, al centro del mondo e hanno anticipato ciò che sarà la nostra Esposizione Universale se avremo la forza e la coerenza di portarla avanti tutti insieme”.

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