Arriva la certificazione in “meeting architecture”: il primo corso quest’estate in Belgio, aperte le iscrizioni
A
Il suo lavoro è aumentare l’efficacia dei meeting, allineandone le modalità di esecuzione agli obiettivi e migliorando l’esperienza dei partecipanti, per poi valutarne risultati e ritorno sull’investimento. La figura professionale dell’“architetto dei meeting” è stata identificata per la prima volta nel 2008 dal belga Marteen Vanneste, che nel volume Meeting Architecture, a Manifesto sosteneva l’idea che gli eventi, per raggiungere gli obiettivi prefissati, devono avere un’architettura, cioè una struttura che ne disegna – con strumenti specifici  – format e contenuti.

Di fatto, diceva Vanneste, il valore di un evento risiede nella sua capacità di modificare il comportamento dei partecipanti (in termini di apprendimento, motivazione, condivisione di informazioni), e la meeting architecture è la disciplina che consente di trovare i format e i contenuti più adatti per ottenere dai partecipanti il comportamento desiderato. Il tema è quello di dare valore agli eventi e renderli più efficaci superando il tradizionale approccio degli organizzatori legato alla logistica per concentrarsi sull’esperienza del partecipante.

Ora quella in architettura dei meeting diventa anche una certificazione. O meglio, un corso specialistico di 5 giornate che dà diritto alla “qualifica certificata” di meeting architect. L’iniziativa è dello stesso Vanneste, che attraverso il Meeting Design Institute da lui fondato organizza e coordina il corso, in programma dal 22 al 26 agosto presso la Meeting Design School di Turnhout, in Belgio.

Il programma si focalizza sui 3 pilastri della meeting architecture: il processo di progettazione del meeting, gli strumenti (concettuali, tecnologici, artistici) per costruirne l’esperienza e la multidisciplinarietà, laddove la conoscenza di altre discipline (per esempio la psicologia) serve a progettare format o selezionare tecniche che ne amplificano l’efficacia. Esattamente come gli architetti veri, l’architetto dei meeting costruisce l’evento in diverse fasi, ognuna delle quali è materia di studio del corso: l’identificazione degli obiettivi, la progettazione del format in linea con gli obiettivi, l’esecuzione del meeting nel rispetto del progetto e del budget, la misurazione dei risultati e la loro elaborazione.

A supporto delle sessioni le ampie dotazioni della Meeting Design School, che comprendono non solo vari tipi di mobilia per testare diversi tipi di allestimento delle sale meeting, ma anche una serie di attrezzature tecnologiche (fra cui il robot Kubi) da sperimentare per arricchire e migliorare l’esperienza dell’evento. Oltre alla certificazione in meeting architecture la partecipazione al corso dà diritto a crediti per 32 ore di formazione da utilizzare per la certificazione internazionale CMP (Certified Meeting Professional).

Il programma del corso è consultabile a questo link.

Commenta su Facebook