Il sapere collettivo è la nuova frontiera del problem solving: lo racconta Stefana Broadbent a Meet the Media Guru
A
Ogni giorno, migliaia di persone in tutto il mondo mettono in comune il proprio sapere, le informazioni e le competenze di cui dispongono per contribuire alla soluzione di problemi della società in cui vivono. Si chiama “intelligenza collettiva”, e funziona quando c’è un equilibrio fra tecnologia, governance e comunità con obiettivi condivisi. In assenza di una di queste condizioni, il meccanismo rallenta, si inceppa e smette di funzionare.

Questo il tema del secondo appuntamento del 2016 di Meet the Media Guru, il ciclo di incontri sull’innovazione e la cultura digitale che mercoledì 23 marzo ospita a Palazzo Giureconsulti di Milano Stefana Broadbent, scienziata sociale esperta delle nuove forme di sapere e problem solving che emergono dalla collaborazione fra istituzioni, organizzazioni e comunità.

La Broadbent, che è antropologa e capo del Dipartimento di intelligenza Collettiva del Nesta, l'organizzazione benefica con la missione di rendere il Regno Unito più innovativo, spiegherà come e perché il sapere collettivo è entrato nell’agenda dei governi, dei gruppi d’influenza e anche di migliaia di imprese private portando esempi di iniziative concrete e case histories che lo vedono applicato nei settori della sanità, del lavoro, della politica.

La cultura digitale sta cambiando la società” commenta Maria Grazia Mattei, ideatrice e direttore di Meet the Media Guru. “L'intelligenza collettiva è un nuovo modello che indica sapere condiviso, diffuso, disseminato: la tecnologia ha il compito di rendere visibile ‘l’assemblaggio di informazioni’ e di sostenere la trasformazione del sapere, ma al centro del processo restano le persone impegnate in questo processo”.

La partecipazione all’incontro è gratuita su iscrizione; le video-lecture di Meet the Media Guru sono disponibili sul sito della piattaforma.

Commenta su Facebook

Altro su...

Convegni

Web e digital