La seconda vita dei padiglioni di Expo: il Kuwait dona arredi, giochi e pesci, il Brasile mette tutto all'asta, rete compresa
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Uno dei padiglioni considerati fra i più "belli" di Expo 2015 è stato smantellato in maniera sostenibile e sociale. Molti dei materiali e dei componenti dello spazio espositivo del Kuwait sono stati donati per essere riutilizzati mettendo in pratica il principio del rispetto delle risorse del pianeta promosso dall’Esposizione Universale.

L'operazione è curata da Nussli Italia, la filiale del gruppo svizzero specializzato nella realizzazione di costruzioni per grandi eventi che sta smantellando anche di altri 7 padiglioni che ha contribuito a realizzare fra cui quelli di Iran, Germania, Svizzera e dell'azienda cinese Vanke.

In accordo con il governo del Kuwait, Nussli ha trasferito all’Acquario di Genova i pesci che popolavano la vasca e consegnato alla ludoteca torinese Il Paguro gli arredi del ristorante di quello che è stato il padiglione più votato dai visitatori nell'ambito del concorso sulle migliori architetture dei padiglioni di Expo 2015.

Pearl divers, il gioco simile a un flipper interattivo con le perle, è stato invece donato alla Fondazione Triulza che lo esporrà a Musexpo, il museo dedicato a Expo che dovrebbe sorgere negli spazi di Cascina Triulza. Le divise indossate dalle hostess sono state devolute alla cooperativa agricola Arc en Ciel di Torino e hanno già trovato un nuovo uso, mentre è ancora in fase di valutazione la destinazione delle grandi vele che, poste davanti all’ingresso del padiglione, simboleggiavano i dhow, le imbarcazioni tipiche kuwaitiane.

Quello del Kuwait non è però l’unico padiglione a essere riutilizzato in toto o parzialmente per scopi sociali. I 19 container del padiglione di Monaco, per esempio, diventeranno nel Burkina Faso la sede operativa della Croce Rossa, un centro in cui saranno formati esperti di primo soccorso. Gli oltre 50 tra pini e larici che formavano il bosco del padiglione austriaco sono stati destinati a un’area boschiva nei dintorni di Bolzano, e il padiglione di Coca-Cola sarà donato al Comune di Milano dopo essere stato trasformato in un campo da basket coperto posizionato alla periferia della città.

Il Brasile punta invece sul recupero almeno parziale del budget investito per Expo. È infatti partita il 15 dicembre, per concludersi il 18 gennaio 2016, l’asta per la vendita degli arredi del padiglione. Collegandosi al sito www.astexpo.it ci si può aggiudicare gli arredi, i pezzi d'arte, l’attrezzatura informatica, il ristorante bar e persino l'intera struttura. Anche la rete divenuta icona del padiglione è acquistabile, a partire da 500mila euro.

Expo Invest, la società che gestisce l’asta, devolverà il 5% delle proprie commissioni sulle vendite a una missione italiana in Brasile e alcuni oggetti saranno regalati alla Santa Sede.

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