Perché BTC 2015 è stata cancellata
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Paolo Audino

È stata una decisione sofferta quella di cancellare BTC 2015, l’unica fiera italiana dedicata al settore meeting ed eventi che era programmata per dicembre a Firenze. Il Gruppo Rimini Fiera ha creduto per molti anni nella manifestazione, di cui ha gestito attraverso la controllata Exmedia ben 10 edizioni fino a prendere atto, nei mesi scorsi, che il progetto non era più sostenibile.

Lo ha spiegato Paolo Audino, direttore della business unit turismo del Gruppo Rimini Fiera cui fa capo Exmedia: “Il mutamento delle dinamiche commerciali del settore e la cronica mancanza di cultura aziendale rivolta alla meeting industry da parte delle imprese italiane rendeva BTC luogo importante di business e networking, privo tuttavia di quelle dimensioni quantitative indispensabili al proprio mantenimento. BTC richiedeva costanti investimenti e però da tempo procurava sensibili perdite economiche”.

“La decisione di togliere la manifestazione dal nostro calendario non è stata facile”, ha confermato Audino, “ma è coerente con il giudizio che il mercato dava a un prodotto dedicato al settore congressuale. Il settore in Italia è fatto da molte imprese, pochissime delle quali però fanno della meeting industry il proprio core business”.

Per Rimini Fiera la gestione di BTC non era più né sostenibile economicamente né coerente con i propri piani di sviluppo, che prevedono la quotazione in Borsa in virtù dei positivi risultati economici ottenuti nel 2014 e le stime di ulteriore crescita nel 2015. “Nostro malgrado”, conclude Audino, “abbiamo ritenuto quindi di cancellare la manifestazione”.

E in una nota diffusa ieri, il presidente di Federcongressi&eventi Mario Buscema ha espresso rammarico per la cancellazione di BTC che, afferma, “proponeva progetti di primaria importanza, tra i quali il Politicians Forum (che l’anno scorso registrò un grande successo con la partecipazione dei sindaci di Torino e Firenze Piero Fassino e Dario Nardella) e il programma formativo, cresciuto negli anni sino a divenire un benchmark”. “Evidentemente”, prende atto però anche Buscema, “tutto ciò non è bastato a contrastare il calo promo-commerciale della fiera, che forse ha finito con il risentire dei profondi mutamenti nelle dinamiche di mercato”.

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