I numeri ufficiali di Expo e il mistero della trasparenza: la polemica sui conti che non tornano
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Expo comunica i dati ufficiali sui visitatori dei primi due mesi di manifestazione ed è polemica, perché per qualcuno i conti non tornano. I numeri importanti sono sostanzialmente tre: biglietti venduti, biglietti già emessi e ingressi ai tornelli, dal 1° maggio al 30 giugno.

I biglietti coperti da contratti di vendita garantiti, quindi quelli venduti agli intermediari, tour operator in testa, sono 15,6 milioni, ed Expo indica che Deloitte Consulting ha certificato ogni singolo atto contrattuale. I biglietti già emessi sono 8 milioni e 450mila, mentre gli ingressi ai tornelli sono stati 6,1 milioni, di cui il 15% con biglietto serale.

Secondo il presidente del consiglio comunale di Milano Basilio Rizzo i conti però non tornano. In un’intervista pubblicata dal Fatto Quotidiano, Rizzo affermava che l’ATM, l’azienda dei trasporti pubblici, ha comunicato che di sabato scendono alla fermata di Rho Expo del metrò 30mila passeggeri in media. Il sabato, ha detto Rizzo al Fatto, è il giorno di maggiore affluenza, e la maggior parte dei visitatori arriva in metrò. I treni di Trenord sono poco usati e i parcheggi di Expo sono vuoti, tanto che l’ingresso serale per chi arriva in auto è stato reso gratuito. Partendo da queste considerazioni non si arriva certo ai dati comunicati ufficialmente da Expo, sostiene Rizzo. Se si considerano i numeri di ATM, una stima ragionevole degli ingressi di chi è arrivato in metrò nei primi due mesi è di 1,6 milioni. Se anche li si moltiplicasse per tre, ipotizzando che il grosso del flusso arrivi in treno, pullman o con mezzi propri, il risultato, secondo il presidente del consiglio comunale, sarebbe comunque inferiore ai numeri comunicati da Expo.

Ora, con i dati ufficiali finalmente resi noti, Expo conferma i numeri e spiega come arrivano al sito espositivo i visitatori che sembrano mancare dai conteggi. I dati Expo dicono infatti che il 25-30% di chi è andato all’Esposizione nei due mesi considerati vi si è recato con la metropolitana; un altro 30% ha usato la rete ferroviaria (non solo Trenord, ma anche Trenitalia, Italo e le ferrovie svizzere e francesi, che secondo Expo sono le più utilizzate) e il 25% ci è arrivato con bus privati. Il resto dei visitatori ha ususfruito dei parcheggi di Expo o di quelli privati vicino ai padiglioni, di navette messe a disposizione dagli hotel, di taxi o di auto con conducente (pochi), oppure di bus di operatori privati che hanno loro aree di sosta in prossimità del sito espositivo. Contando il numero dei pullman e calcolando che su ogni auto viaggiano in media 3 passeggeri i conti, secondo Expo, tornano eccome.

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