Alfredo Accatino: emozioni, investimento sulla creatività e infrastrutture adeguate la ricetta per creare eventi di successo
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Alfredo Accatino

Cambiare punto di vista, coinvolgere professionisti di ambiti diversi, investire sulla creatività. E puntare sulle emozioni. Di fronte ai professionisti della meeting industry riunita a Firenze per BTC è toccato ad Alfredo Accatino, direttore creativo di Filmmaster Events, tra i grandi creativi italiani del settore, indicare le “chiavi vincenti” che fanno di un evento un successo. “Il valore economico delle emozioni per il vostro business è enorme”, è stata la premessa di Accatino. “Si tratta di cambiare mentalità: non dovete più pensare di organizzare un evento, ma di crearlo”. Un approccio diverso che per Accatino passa attraverso la valorizzazione del lato emozionale dell'evento, di qualsiasi natura esso sia, dal convegno tecnico all'incentive, dallo show alla cerimonia istituzionale: “Se riuscirete a provocare emozioni e a coinvolgere le persone, avrete successo. Se non lo farete, perderete solo denaro, soprattutto ora che la relazione tra brand e consumatore è passata da funzionale a emozionale”.

In quest'ottica, “oggi gli strumenti vincenti per le agenzie di eventi sono i professionisti della creatività e la volontà di cambiare: coinvolgete figure professionali nuove che vi aiutino a vedere le cose in modo diverso e fate alleanze”. Al centro, ci deve essere “l'investimento economico in creatività, perché la creatività va retribuita, per trasformare il business in piacere di fare business”. Ecco, allora, una serie di consigli pratici: “Considerate i vostri interlocutori come persone e non come partecipanti "astratti" – ha detto Accatino alla platea di BTC – parlate loro in modo sincero e diretto, puntate più al ritorno sugli obiettivi che a quello sugli investimenti, abbiate un segno distintivo che caratterizza i vostri eventi, una specie di firma creativa”.

Il messaggio di Accatino era indirizzato forte e chiaro anche a chi gestisce le strutture per eventi. “In Italia siamo drammaticamente indietro da questo punto di vista. I centri congressi sono poco flessibili e poco adatti a ospitare eventi. Ce l'ho con gli “architromboni” – ha detto con chiarezza Accatino – che devono smetterla di costruire senza interpellare chi come me e come voi fa questo lavoro”.

Silvia De Bernardin

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