Verso il Toscana Convention Bureau, la proposta di fattibilità di Eurac Research
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Pier Paolo Mariotti

Un sistema territoriale basato sull'operatività dei diversi Convention Bureau distrettuali ai quali possa fare da cappello, soprattutto dal punto di vista del budget a disposizione, il Toscana Convention Bureau. È la proposta per il rilancio del comparto congressuale toscano all'insegna di un unico brand frutto di una ricerca elaborata da Eurac Research che è stata presentata a Firenze in occasione di BTC, la fiera del turismo degli eventi.

“La Toscana ha una meeting industry indubbiamente solida, che può contare su 369 operatori censiti, per un totale di 5435 unità di lavoro e un fatturato annuale pari a 307 milioni di euro”, ha analizzato il meeting manager di Eurac Research, Pier Paolo Mariotti. Tra i problemi di cui soffre il settore a livello regionale, ha evidenziato la ricerca, ci sono invece una filiera dei fornitori e un sistema di partnership pubblico-privato non equilibrato, oltre a un costo eccessivo delle risorse umane.

La soluzione individuata dalla studio consiste “nella messa a sistema di fondi strutturali da parte della Regione Toscana, attraverso Toscana Convention Bureau, che possano costituire i budget operativi, a fronte del lavoro dei singoli convention bureau distrettuali, che manterrebbero ognuno la propria competitività. In questo modo – ha spiegato Mariotti – il Toscana Convention Bureau potrebbe operare in maniera mirata e centrale” e “offrire una casa all'interno della quale lavorerebbero i delegati di ciascuno Convention Bureau distrettuale".

Silvia De Bernardin

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