Città congressuali: nuova numero uno nella classifica ICCA, Vienna perde il primato dopo 8 anni
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È l’anno del sorpasso: dopo 8 anni al vertice della classifica delle città che hanno ospitato il maggior numero di congressi associativi internazionali, Vienna perde il primato a favore di Parigi, la nuova numero uno nel mondo. I primi dati della classifica ICCA, il ranking che l’International Congress and Convention Association elabora ogni anno per “misurare” l’attività congressuale di città e paesi, sono stati divulgati ieri e presentano, in verità, poche variazioni rispetto a quelli dell’anno prcedente.

La classifica è relativa all’anno 2013 e considera, come da tradizione, i congressi associativi con più di 50 partecipanti di provenienza internazionale che siano soggetti al principio della rotazione delle destinazioni fra almeno 3 diversi paesi: considerata un benchmark nel settore congressuale, è basata sulle segnalazioni di congressi ospitati che i convention bureau e i centri congressi soci ICCA inviano all’associazione e non ha dunque validità statistica assoluta, bensì indicativa di un trend.

Il primo dato che emerge dall’elaborazione ICCA è che il numero dei congressi associativi internazionali è in aumento: il monitoraggio relativo al 2013 ha infatti identificato 11.685 congressi che soddisfavano i criteri richiesti, 535 in più rispetto a quelli rilevati nel 2012. “Il mercato dei congressi associativi si conferma solido e affidabile anche in tempi di crisi economica” ha commentato il CEO di ICCA Martin Sirk. “Ritengo quindi che per destinazioni, sedi per eventi e agenzie includere le associazioni internazionali nelle proprie strategie di marketing debba essere una priorità”.

Parigi, dunque, con 204 congressi, passa dal secondo al primo posto del ranking guadagnandosi il titolo di prima città congressuale del mondo; al secondo posto c’è Madrid, che sale di due posizioni e totalizza 186 congressi. Vienna, regina per quasi un decennio, scende al terzo posto con 182 congressi. Seguono Barcellona (+1 posizione), Berlino (-2 posizioni), Singapore (stabile), Londra (-1 posizione), Istanbul (+1 posizione) e Lisbona e Seoul, entrambe new entry nella top ten. Nessuna città italiana si qualifica nella parte alta della classifica: la prima in lista è ancora Roma, che quest’anno guadagna una posizione e sale al 19° posto.

ICCA monitora non soltanto le città, ma anche i paesi: i primi 10 per numero complessivo di congressi internazionali ospitati sono gli stessi dello scorso anno, ma in ordine un po’ differente. Primi, ancora una volta, gli Stati Uniti (ma nessuna città americana è fra le prime 20) con 829 congressi, seguiti da Germania (722) e Spagna (562), nelle stesse posizioni dell’anno precedente. Il divario fra Stati Uniti e Germania si è però ridotto, passando da 184 a 107 congressi di differenza.

Francia e Regno Unito si scambiano i posti: la Francia è ora quarta, mentre il Regno Unito è al quinto posto. Stabile l’Italia, che nonostante le modeste performance delle sue città, a livello paese si mantiene al 6° posto. La ragione, probabilmente, è che al contrario di altri paesi (per esempio l’Austria), dove l’offerta congressuale è polarizzata su una o due città, in Italia l’attività congressuale è distribuita su più destinazioni. Al settimo posto si piazza il Giappone, mentre la Cina guadagna due posti e si posiziona ottava, scalzando Brasile e Olanda, rispettivamente al nono e decimo posto.

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