Visti più facili per l'Europa: con le nuove procedure flussi di incoming per 130 miliardi e 1,3 milioni di posti di lavoro
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Semplificare, per i cittadini extra europei, le procedure di richiesta dei visti di ingresso nel continente per soggiorni di breve durata, riducendo costi e burocrazia ma senza diminuire la sicurezza: è questo, in sintesi, l’obiettivo della proposta che la Commissione Europea ha varato nei giorni scorsi sottolineando che rendere più facile l'accesso allo spazio Schengen faciliterà i soggiorni per visite a familiari e i viaggi d'affari e stimolerà l'attività economica e la creazione di posti di lavoro, soprattutto nel settore del turismo.

A presentare la proposta sono stati il vicepresidente della Commissione Antonio Tajani, responsabile per Industria e imprenditoria, e Cecilia Malmström, commissaria per gli Affari interni: “La nostra proposta favorirà l’industria europea del turismo in un momento di crescente concorrenza internazionale” ha detto Tajani.

Secondo uno studio promosso proprio dalla Commissione Europea, nel 2012 sono stati "persi" in totale 6,6 milioni di potenziali viaggiatori provenienti da 6 dei paesi che generano i maggiori flussi di incoming a causa della complessità delle procedure di rilascio dei visti: una normativa più flessibile potrebbe portare a un incremento degli ingressi fra il 30% e il 60%, solo in provenienza da questi 6 paesi, fra cui Cina e Arabia Saudita. Tale incremento potrebbe significare introiti fino a 130 miliardi di euro di spesa diretta totale dei viaggiatori nell'arco di 5 anni e potrebbe tradursi in circa 1,3 milioni di posti di lavoro nel settore del turismo e nei settori connessi.

"L'Europa ha bisogno di una politica dei visti più intelligente. Dobbiamo attirare nel nostro territorio più turisti, gente d'affari, ricercatori, studenti, artisti e professionisti della cultura. Intendiamo rilanciare l'economia e creare nuovi posti di lavoro enfatizzando la dimensione economica della nostra politica in materia di visti, pur mantenendo un livello elevato di sicurezza alle frontiere” ha dichiarato Cecilia Malmström.

Il pacchetto di misure conenute nella proposta di semplificazione si articola in 4 temi principali: norme più chiare e procedure più veloci, riducendo i termini per il trattamento e per la decisione su una domanda di visto da 15 a 10 giorni; maggiore cooperazione tra consolati degli Stati membri: se lo Stato membro competente per il trattamento della domanda di visto non è rappresentato in un determinato paese terzo, il richiedente può presentare la domanda di visto in qualsiasi consolato presente; agevolazioni per le visite ripetute grazie al visto per ingressi multipli valido per 3 anni e successivamente per 5 anni per i viaggiatori abituali; introduzione di un visto di circolazione che consenta ai cittadini non UE autorizzati di entrare e muoversi nello spazio Schengen per un periodo massimo di 1 anno.

La proposta deve essere approvata dal Consiglio e poi dal Parlamento europeo: l’idea, secondo Tajani, è quella di farlo prima di Expo 2015, che potrebbe essere l’occasione di recarsi a Milano e in Europa per milioni di nuovi visitatori. Le nuove norme si applicheranno agli stati membri dell'Unione che aderiscono al trattato di Schengen e ai 4 paesi associati, cioè Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Chi invece non aderisce alla politica comune in tema di visti sono Bulgaria, Croazia, Cipro, Irlanda, Romania e Regno Unito.

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