Smart Cities: una Milano “intelligente” porterebbe alle imprese vantaggi economici per 1,5 miliardi di euro
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Meno burocrazia, accesso più veloce alle informazioni, connessioni più efficienti con la rete di clienti e fornitori, servizi agili e innovativi da parte delle istituzioni: sono questi alcuni degli elementi di competitività che una Milano “intelligente” potrebbe fornire alla proprie imprese, determinandone un vantaggio economico di 1,5 miliardi di euro. A quantificare i benefici che la futura, possibile, smart city potrebbe portare al proprio tessuto imprenditoriale è la Camera di Commercio di Milano, che ha condotto un’indagine su oltre 200 imprese per valutarne attese, aspettative e servizi “intelligenti” desiderati.

Secondo gli imprenditori milanesi, i primi investimenti da effettuare per rendere la città “smart”, cioè un luogo dove si vive e si lavora meglio grazie all’impiego diffuso delle tecnologie nell’ambito della comunicazione, della mobilità, dell’ambiente e dell’efficienza energetica, sono quelli sulle infrastrutture: il 33% indica infatti come cruciali la rete a banda larga e ultralarga fissa e mobile, l’abilitazione ai pagamenti elettronici, l’adozione dell’identità digitale, per esempio. Molta attenzione anche all’innovazione finalizzata allo sviluppo sostenibile, ottimizzando i consumi energetici e l’utilizzo delle risorse naturale, ritenuta una priorità di investimento dal 26% delle aziende intervistate. Il 19% orienterebbe gli investimenti cittadini sulla creazione di servizi pubblici smart quali infomobilità, eHealth, scuola digitale, eGovernment, università online e giustizia digitale.

Le imprese, dice la Camera di Commercio, vorrebbero che il progetto Smart City, avviato a Milano due anni fa attivo oggi con 70 progetti, portasse loro il potenziamento della rete wi-fi per connettersi a internet nelle aree pubbliche, servizi efficienti per utilizzare le nuove tecnologie, progetti legati all’ambiente e al risparmio energetico, sviluppo di iniziative di responsabilità sociale a vantaggio del territorio e dei lavoratori, una mobilità più sostenibile e lo sviluppo della Green Economy.

I tempi previsti per arrivare a una Milano smart-city all’avanguardia sono dai 5 ai 10 anni, ma gli investimenti in infrastrutture per Expo possono contribuire ad accelerare il percorso, che rafforzerebbe inoltre l’attrattiva della città a livello internazionale. E proprio ieri, nel corso del convegno Milano + Expo = Smart City, dove sono stati illustrati i lasciti tecnologici che, dopo l’appuntamento con l’Esposizione Universale, diverranno parte integrante delle strutture e infrastrutture della città, l’assessore comunale alle Politiche del lavoro, ricerca e università Cristina Tajani ha annunciato la firma, il prossimo 30 maggio, di un protocollo d’intesa fra Milano, Genova e Torino: “Saranno i tre vertici dell’ex 'triangolo industriale' del paese a guidare nei prossimi anni il progresso di evoluzione e trasformazione delle città italiane più intelligenti, grazie a una cooperazione interregionale capace di ridurre gli sprechi energetici, progettare un trasporto pubblico e logistico a basso impatto ambientale, sperimentare progetti di innovazione sociale a partire dall'uso intelligente delle tecnologie” ha dichiarato l’assessore Tajani.

Gli oltre 70 progetti “smart” già attivi a Milano per favorire il risparmio energetico, la sostenibilità e l’innovazione tecnologica comprendono 8 applicazioni mobile, 11 progetti finanziati dall'Unione europea per un controvalore di 200 milioni di euro, 500 hot spot wi-fi attivi, 140 data set a disposizione di ricercatori e utenti per lo sviluppo di applicazioni e oltre 6.000 km di fibra ottica posata. Numeri che collocano Milano al primo posto in Italia e al 46° nel mondo, su circa 500 città a livello internazionale (Roma è 75°, Torino 88°), nell’Innovation Cities Index 2012-2013 di 2thinknow.

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