Convention Bureau Italia: in aumento i buyer di Russia, Cina e Sudamerica interessati all'offerta italiana
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I 64 espositori italiani presenti alla fiera internazionale IMEX di Francoforte, che si è svolta dal 18 al 20 maggio scorsi, hanno potuto incontrare più di mille buyer internazionali nello stand del Convention Bureau Italia che riuniva l’offerta nazionale. Per il bureau l’occasione è stata utile anche per avere uno spaccato della domanda internazionale interessata all'offerta itaiana.

Fra i Paesi maggiormente rappresentati dai buyer che hanno visitato lo stand Italia, comunica il Convention Bureau, spiccano mercati tradizionali di incoming quali Germania (15,5%), USA (11,5%) e Francia (5%); si è però rilevata anche una significativa affluenza dalla Russia (5,4%), dal Brasile (4%) e dalla Cina (3,8%), a conferma dell’interesse crescente di questi "recenti" committenti di eventi per il nostro Paese.

“Abbiamo notato una maggiore presenza di buyer indiani, russi e cinesi” conferma a Event Report Federica Lucini, marketing manager del Convention Bureau della Riviera di Rimini, presente all’IMEX. “Tuttavia la nostra destinazione – non solo Rimini, ma l’Italia tutta – soffre della mancanza di grandi hub aeroportuali; molti buyer provenienti dai Paesi più lontani quando vengono in Europa volano su Madrid, Parigi, Francoforte e Londra”.

Per altri mercati, come quello russo, occorre costruire gradualmente contatti che si trasformino in domanda concreta di eventi: “Se da un lato la domanda di viaggi ed eventi dalla Russia si sta 'normalizzando', abbandonando il segmento luxury per rafforzare la fascia media di mercato, è tuttavia difficile concretizzare il business perché servono contatti locali, da coltivare nel tempo”, continua Lucini.

Sul fronte della relazione con le agenzie locali qualcosa sta però cambiando, fa notare Lorenzo Pignatti, CEO del DMC +39 events: “La filiera degli operatori congressuali russa si sta consolidando e sta aumentando il livello di professionalità delle agenzie specializzate, sempre più numerose. Certo non è facile avere a che fare con loro, anche perché, solo per fare un esempio, esigono una dedizione totale con orari e giorni della settimana diversi dai nostri” dice a Event Report.

Più dinamico e più semplice l’approccio con i buyer dell’America Latina: “Abbiamo incontrato molti buyer sudamericani, brasiliani in testa, ma anche argentini e uruguaiani, desiderosi di individuare pacchetti di attività e destinazioni da visitare pre o post evento. L’appeal dell’Italia è per loro molto forte, anche perché apprezzano molto i tanti eventi sportivi che il nostro Paese ospita, da quelli legati al calcio (ci cui sono molto tifosi) a quelli automobilistici, dalla Formula 1 al Moto GP, fino al tennis e alla vela, con l’America’s Cup” continua Pignatti.

La domanda internazionale di eventi sta dunque cambiando, con nuove prospettive di sviluppo per l’incoming italiano. “Le opportunità sono molte, è anzi difficile stare dietro a tutti i mercati emergenti che vanno conosciuti e approcciati con competenza e conoscenza diretta sviluppate in loco” conclude Pignatti.

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