Presentato Italy for Movies, il portale di location e incentivi italiani per attrarre il cinema internazionale e la sua ricaduta turistica
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Borghi, abbazie, aeroporti, edifici industriali, impianti sportivi e poi naturalmente ville e castelli, ma anche case di riposo, vigne e cantieri navali: in Italia le location che si prestano a essere trasformate in set per produzioni cinematografiche o televisive sono numerosissime, e il nuovo portale Italy for Movies ne raccoglie un gran numero, ordinatamente catalogate per tipologia, atmosfera, epoca e stile, ognuna con la sua scheda tecnica completa degli eventuali incentivi economici che vi sono associati.

Italy for Movies è la novità che il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha presentato nei giorni scorsi alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: “Grazie ai potenziati incentivi fiscali in favore dell'industria cinematografica” ha detto Franceschini, “da tre anni assistiamo a un ritorno delle grandi produzioni internazionali sul nostro territorio”. E il portale è “uno strumento a disposizione di produttori e registi che consente di fare incontrare le esigenze creative e di produzione con il patrimonio culturale italiano” per attrarre investimenti internazionali, accrescendo così la visibilità dei territori e incrementandone l’appeal turistico.   

Obiettivo del progetto, firmato dalle direzioni generali cinema e turismo del MIBACT e realizzato da Istituto Luce Cinecittà con l'associazione Italian Film Commissions, è infatti quello di stimolare il fenomeno del “cineturismo”, che porta nei territori dove sono girati film e serie tv ingenti flussi di visitatori: secondo alcune stime, ha ricordato il direttore generale del Turismo Francesco Palumbo, i “cineturisti” internazionali potenzialmente interessati all’Italia sono più di 40 milioni.

Non possono sfuggire le analogie con il settore congressuale: come le grandi produzioni, anche i grandi congressi promuovono l’immagine del paese che li ospita, cui portano occupazione, indotto economico e ritorno turistico. E come le produzioni, anche i congressi devono essere acquisiti. Eppure, al contrario del settore del cinema, quello congressuale non beneficia di uno strumento di destination marketing "ministeriale" né di incentivi fiscali, tantomeno "potenziati".

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