La tassa di soggiorno porta alle città entrate per 500 milioni di euro, altri 80 Comuni pronti a introdurla nel 2018
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Per molti Comuni l’imposta di soggiorno sta diventando un’importante fonte di entrate. Lo dimostrano le rilevazioni della società di ricerca JFC, che ha effettuato un aggiornamento dell’Osservatorio sull’imposizione locale relativa al turismo calcolando che a fine anno si raggiungerà la quota di 462 milioni di incasso, mentre nel 2018 ci si avvicinerà ai 500, che potrebbero diventare circa 650 con accordi con piattaforme di home tourism.

Non c’è da stupirsi dunque, scrive TTGitalia.com, se molti Comuni stanno introducendo l’imposta e altri rimodellano le tariffe. Secondo le prime ricognizioni sono almeno 18 le amministrazioni già pronte a introdurre la tassa da inizio gennaio, cui seguiranno altri 61 Comuni che la approveranno nella prima parte del 2018. Alcuni, invece, si sono già mossi durante l’estate: l'imposta ha debuttato ad Atrani l'8 luglio, a Bolsena il 13 e ad Agrigento il 15 luglio.

Altre destinazioni, invece, hanno scelto di ricalcolare l’importo. È il caso della Provincia autonoma di Bolzano, la cui giunta ha approvato un rincaro medio, a partire da gennaio, del 12,2%, lasciando però anche alle singole amministrazioni comunali la possibilità di effettuare ulteriori aumenti, in caso di progetti specifici legati al turismo.

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