Dubai, il convention bureau vince 97 gare in sei mesi: gli eventi acquisiti porteranno 51mila partecipanti e 85 milioni di euro
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La vision è quella di arrivare a 20 milioni di visitatori annui, ogni anno a partire dal 2020, data di svolgimento di quell’Expo che consacrerà l’emirato come polo di attrazione non soltanto per il turismo internazionale, ma anche per l’economia globale della conoscenza. E per raggiungere l’obiettivo la strada è anche quella dell’acquisizione di congressi ed eventi, segmento su cui Dubai ha già cominciato a raccogliere i primi, importanti risultati.

Nei primi sei mesi dell’anno Dubai Business Events, il convention bureau diretto da Steen Jakobsen (già alla guida del bureau di Copenhagen), ha presentato 154 candidature per ospitare eventi di business (congressi associativi, fiere, incentive, meeting aziendali) vincendone ben 97, che da qui ai prossimi anni porteranno nell’emirato circa 51mila partecipanti per una ricaduta economica diretta stimata in 375 milioni di dirham, pari a circa 85 milioni di euro.

Fra le acquisizioni più rilevanti il bureau segnala l’incentive annuale del brand cinese Baby Care nel 2018 (1.500 partecipanti), il congresso mondiale sulla desalinizzazione e il riciclo dell’acqua nel 2019 (1.100 partecipanti) e il congresso dell’associazione internazionale di psichiatria infantile nel 2022 (1.500 partecipanti).

Al risultato hanno contribuito i significativi investimenti di Dubai Business Events, che nella prima metà del 2017 ha partecipato a 50 fiere internazionali, e il programma ambasciatori attivato dal bureau, che attualmente coinvolge 300 esponenti del mondo scientifico, finanziario e accademico emiratino che lavorano per portare a Dubai gli eventi delle proprie organizzazioni internazionali di riferimento e che, nel primo semestre dell’anno, hanno contribuito all’acquisizione di 11 eventi.

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