Presentato il Convention Bureau di Roma e del Lazio, sarà un consorzio di privati: a giugno l’atto costitutivo
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C’erano quasi 200 persone ad affollare la sala dell’Auditorium Parco della Musica dove è stato presentato il Convention Bureau di Roma e del Lazio che sarà costituito ufficialmente il prossimo 21 giugno di fronte a un notaio. Un bureau di cui si parla da anni, necessario per rilanciare la destinazione Roma sul mercato congressuale internazionale, voluto e atteso dagli operatori.

Ed è proprio grazie all’iniziativa delle associazioni di categoria  – Federcongressi&eventi, Federalberghi, Unindustria e Confcommercio Roma – che il progetto ha preso forma, è stato definito e poi condiviso con Roma Capitale (il Comune) e Regione Lazio, i due soggetti istituzionali che siederanno insieme al CdA di operatori nel Comitato di indirizzo del bureau supportandone le attività. Alla presentazione sono intervenuti anche l’assessore allo Sviluppo economico e al Turismo del Comune di Roma Adriano Meloni e il vicepresidente della regione Lazio Massimiliano Smeriglio: il Comune ha già confermato che fornirà la sede del convention bureau, la Regione si farà probabilmente carico degli stand alle fiere: tutto ancora da definire, ma il sostegno e la collaborazione sono certi.

Il Convention Bureau di Roma e del Lazio sarà un consorzio di privati che opererà e si svilupperà con fondi privati: il modello è quello del Convention Bureau Italia, cui le associazioni promotrici si sono rifatte anche per disegnarne la governance, il piano di sviluppo e gli ambiti operativi. “Contiamo di arrivare dal notaio il 21 giugno con 60 soci iniziali” spiega a Event Report Paolo Novi, che ha lavorato al progetto in rappresentanza di Federcongressi&eventi. “A Roma il bacino potenziale è di 1.000 soci, fra alberghi e sedi congressuali, agenzie e fornitori, ma sulla base dell’esperienza del Convention Bureau Italia, che è stato costituito con 14 soci e in tre anni è arrivato a contarne più di 100, sappiamo che il processo di crescita sarà graduale”. Si parte in pochi e si comincia a lavorare, è il modello. E se si lavora bene gli altri non tarderanno ad arrivare. “Prevediamo di arrivare a 140 soci in 5 anni” dice Novi. “Ma è una stima al ribasso, molto prudente. Sono convinto che i numeri saranno ben più consistenti”.

Nel consiglio di amministrazione siederanno i rappresentanti delle 4 associazioni promotrici più il direttore generale del bureau, che verrà selezionato sul mercato dal CdA stesso subito dopo l’insediamento. Poi si darà il via all’operatività, secondo le linee guida definite dal Comitato di indirizzo e con tre macroaree di attività: coordinamento dell’offerta, promozione e comunicazione della destinazione, gestione delle candidature e delle richieste del mercato. “La piena operatività arriverà nel 2018” specifica Paolo Novi. “I primi sei mesi saranno dedicati a consorziare gli operatori  – sarà necessario farlo in due o tre tranche, come è avvenuto anche per il Convention Bureau Italia – e a organizzare la struttura: in base al numero di soci e alle quote raccolte si formerà lo staff e si definiranno i piani operativi”.

L’ambizione è quella di arrivare in pochi anni al livello del Firenze Convention & Visitors Bureau, sia per numero di soci sia per tipologia di attività: “Potremo avere accesso ai finanziamenti pubblici con progetti specifici, ma anche partecipare ai bandi comunali e regionali per le attività di promozione, come il bureau di Firenze che ha vinto la gara del Comune per la promozione della città a livello internazionale”. Intanto, il primo appuntamento è quello del 21 giugno, per la stipula dell’atto costitutivo del Convention Bureau di Roma e del Lazio. Finalmente.

Margherita Franchetti

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