Destinazioni per eventi: 10 punti per sviluppare una strategia di sostenibilità
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Aiutare le destinazioni per eventi a promuovere pratiche di sostenibilità a livello locale, ad allinearsi agli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dall’ONU e a coinvolgere tutti i player della filiera – committenti, organizzatori, fornitori – nella realizzazione di eventi a basso impatto.

Questo l’obiettivo del Global Destination Sustainability Index, progetto nato lo scorso anno dai soci scandinavi di ICCA (i convention bureau di 25 città di Finlandia, Danimarca, Norvegia, Svezia e Islanda) e dalla società di organizzazione eventi MCI Group che ora pubblica il suo primo rapporto sulle performance di sostenibilità delle 35 città del mondo che hanno aderito all’iniziativa.

Il report, inititolato “Sustainable Destination Management Trends and Insights: A Path to a Brighter Future” è stato condotto analizzando 4 parametri principali: le strategie ambientali delle città; il grado di sostenibilità sociale espresso dal paese di appartenenza; le iniziative e strategie specifiche messe in atto dalle DMO (cioè le organizzazioni di destination management, di cui i convention bureau sono una declinazione); le performance di sostenibilità della filiera eventi (inclusi alberghi, centri congressi, ristoranti). Sulla base dei risultati comparativi e delle case history emerse, il report evidenzia quindi i 10 punti su cui le destinazioni si devono focalizzare per elaborare una strategia complessiva di sostenibilità. Eccoli.

Il ruolo delle DMO e il sustainability manager
Spesso non è chiaro chi, all’interno di una destinazione, debba prendere l’iniziativa verso una maggiore sostenibilità di congressi ed eventi, e le responsabilità vengono “rimpallate” fra assessorati all’ambiente, dipartimenti del turismo e operatori. Il report suggerisce che, quale che sia l’assetto della governance cittadina, la DMO assuma un ruolo attivo e propositivo. Le DMO e i convention bureau più avanzati, si sostiene nel documento, hanno compreso che la sostenibilità è una componente strategica del brand di destinazione. Egualmente importante è che la destinazione abbia figure deputate a svilupparla. Fra le destinazioni per eventi con le migliori performance di sostenibilità il 60% si è dotato di un sustainability manager e il 40% di commissioni specifiche.

La strategia deve essere di lungo termine
Il modo migliore per implementare azioni di sostenibilità è guardare al lungo termine: il 53% delle DMO delle destinazioni top performer nella sostenibilità degli eventi ha sviluppato strategie articolate su 5/10 anni, in linea con gli obiettivi più generali di sostenibilità economica e sociale della propria città. Poiché la sostenibilità coinvolge aspetti, interessi e stakeholder diversi, le DMO che lavorano su iniziative ad hoc e senza un piano di lungo termine rischiano di non ottenere i risultati attesi.

“Locale” piace ed è sostenibile
Tutto ciò che è “locale” non solo è sostenibile, ma va anche molto di moda. Cibo locale, prodotti locali, artigianato locale, tour della destinazione guidati da persone del luogo. Locale è sinonimo di genuino e autentico, e anche nel settore degli eventi è un valore attivamente ricercato dagli organizzatori per offrire ai partecipanti un’esperienza di effettiva interazione con la comunità locale. Alle DMO il compito di sostenere e facilitare lo sviluppo di attività a forte componente locale, anche co-create insieme ai residenti.

La sostenibilità passa attraverso il cibo
L’offerta gastronomica è una componente rilevante dell’attrattiva di una destinazione e le DMO, suggerisce il report, possono attivarsi su tre fronti per trasformarla in un pilastro di sostenibilità. Il primo è selezionare e supportare i fornitori (ristoranti, catering etc) che fanno uso di prodotti “a chilometro zero” e da agricoltura biologica. Il secondo è attivarsi per ridurre lo spreco con iniziative di raccolta e ridistribuzione del cibo non consumato negli eventi (in Italia c’è il progetto Food for Good), ma anche nei ristoranti. Infine, stimolare i ristoratori a calcolare e mostrare l’impatto ambientale dei propri menù affinché partecipanti e consumatori possano fare scelte informate.

Lo storytelling della sostenibilità
Gli aspetti e le azioni di sostenibilità della destinazione, dice il report, devono entrare nello storytelling di destinazione per essere comunicati a quel folto pubblico (il 39% dei consumatori globali) che aspira a rendere il mondo migliore attraverso scelte consapevoli. Il canale non è più naturalmente quello della pubblicità tradizionale, ma il passaparola digitale sui social media attivato dagli ambasciatori di destinazione, siano essi personalità del mondo accademico e scientifico (gli ambasciatori congressuali) o “semplici” cittadini, anch’essi potenziali influencer di come la destinazione viene percepita dai visitatori esterni.

Gli eventi che parlano di sostenibilità
Nei prossimi due anni Glasgow ospiterà 20 congressi legati ai temi dell’energia, della sostenibilità e della riduzione delle emissioni; Barcellona si è “inventata” lo Smart City Expo World Congress; Rotterdam partecipa a eventi internazionali come il C40 ed Eurocities per promuovere le proprie buone pratiche in tema di gestione dell’acqua e cambiamento climatico. Sono alcuni esempi, dice il report, di come le DMO – creando, ospitando o partecipando a eventi che affrontano i vari aspetti della sostenibilità – contribuiscono a svlipparne e sostenerne le tematiche nella propria città.

L’incoming sostenibile
Città come Venezia, Barcellona, Amsterdam e Hong Kong hanno registrato negli ultimi 20 anni un incremento esponenziale di turisti e partecipanti a eventi. In proporzioni massicce l’incoming è anche fonte di disagio per i residenti: le destinazioni, con le DMO in prima linea, devono quindi pianificare il loro sviluppo come meta di incoming tenendo conto dell’impatto – ambientale e sociale – di grandi numeri di visitatori e della qualità della vita dei propri cittadini. La strada, suggerisce il report, è quella del coinvolgimento della comunità locale, con ascolto, decisioni partecipate e obiettivi condivisi.

La sfida della mobilità sostenibile
La riduzione del trasporto privato su gomma per ridurre l’inquinamento è uno dei principali obittivi delle destinazioni sostenibili, che si organizzano per fornire ai partecipanti agli eventi alternative praticabili. Città come Parigi, Madrid e New York stanno valutando il divieto di ingresso in centro per i veicoli diesel, con possibili criticità per i pullman che trasportano i delegati. La sfida è un trasporto pubblico capillare e accessibile, con tariffe convenzionate o gratuità per i congressisti.

Il potere della collaborazione
La collaborazione è un fattore chiave nell’implementazione di politiche di sostenibilità, e molte città si riuniscono in network tematici specifici per scambiarsi best practice e aprire piattaforme di confronto sulle problematiche comuni. Il ruolo delle DMO è quello di una collaborazione ravvicinata sia con le proprie amministrazioni sia con gli operatori del settore eventi e turismo. Per esempio, offrendo incentivi alle imprese (organizzatori e fornitori) che applicano misure di sostenibilità, avviando programmi di formazione, fornendo consulenze.

Il valore delle certificazioni
In un mercato dove tanti vantano credenziali di sostenibilità, le certificazioni riconosciute sono per partecipanti e consumatori garanzia dell’effettivo impegno dell’impresa a ridurre il proprio impatto. Le DMO devono accelerare i processi di certificazione dei propri operatori promuovendo quelle più accreditate, facendo formazione sui benefici, comunicandone i vantaggi per il business.

Il report “Sustainable Destination Management Trends and Insights: A Path to a Brighter Future” è scaricaile a questo link.

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