La classifica ICCA delle destinazioni congressuali: Parigi prima città, Italia sesta nel mondo per eventi internazionali
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Parigi, Vienna e Barcellona. Sono queste le tre città “più congressuali” del pianeta, quelle che lo scorso anno hanno ospitato il più elevato numero di congressi internazionali. A comunicarlo è ICCA, l'International Congress and Convention Association, che ha diffuso i principali dati del suo report statistico annuale, uno dei pochissimi a rilevare, su scala globale, le “performance” delle destinazioni (città e paesi) nel mercato congressuale.

Molto attesa dagli operatori, la classifica ICCA è un po’ una cartina di tornasole sullo stato di salute del mercato, per lo meno di quel segmento costituito dai congressi internazionali che sono promossi dalle associazioni, che hanno più di 50 partecipanti e che si svolgono a cadenza regolare in destinazioni diverse, secondo il principio della rotazione fra almeno 3 diversi paesi. E se la stessa ICCA ricorda che questo tipo di congressi associativi rappresenta solo una piccola parte del mercato complessivo degli eventi – e che quindi il posizionamento “reale” di una destinazione si ha solo in presenza di dati anche sugli eventi corporate, istituzionali, e associativi non a rotazione – la sua classifica annuale è comunque fortemente indicativa dell’andamento del settore a livello internazionale.

Congressi associativi raddoppiati in un decennio
I dati appena diffusi, relativi al 2016, indicano un trend incrementale nel numero di congressi internazionali organizzati nel mondo: i congressi identificati dall’associazione che rispondono ai requisiti è infatti superiore di 136 unità rispetto a quelli del 2015, per un totale di 12.212 inclusi nel ranking. In un’ottica decennale, afferma ICCA, il mercato è praticamente raddoppiato, passando dai poco meno di 6mila congressi rilevati nel 2006 ai più di 12mila del 2016.

Le città congressuali: Roma unica italiana fra le prime 20
La classifica di quest’anno rivela pochi cambiamenti nelle performance delle destinazioni, e seppure in diverso ordine le prime 5 città congressuali sono le stesse dell’anno scorso. Parigi è dunque la nuova numero uno con 196 congressi, Vienna, che con 186 congressi risale di due posizioni è seconda, e Barcellona è stabile al terzo posto con 181 congressi ospitati. Berlino, prima l’anno scorso, scende ora al quarto posto, seguita da Londra che mantiene la quinta posizione. Completano la top ten Singapore, Amsterdam e Madrid a pari merito con 144 congressi, Lisbona e Seul. Unica città italiana fra le prime 20 è Roma, che con 96 congressi internazionali ospitati (erano 99 lo scorso anno) scende di tre posizioni e si classifica 20°. Escono dalla top 20 Istanbul, che l’anno scorso era all’ottavo posto, e Bruxelles, che era al 13°, sostituite dalle new entry Buenos Aires (17°) e Stoccolma (18°).

La classifica dei paesi: l’Italia mantiene la posizione
Anche a livello di paesi il monitoraggio ha rilevato una sostanziale stabilità, e pur con qualche cambio di posizione i 10 al vertice del ranking sono gli stessi dello scorso anno. Al primo posto ancora gli Stati Uniti con 934 congressi, al secondo la Germania con 689 e al terzo il Regno Unito con 582. Seguono Francia e Spagna e poi l’Italia, che mantiene la sesta posizione con 468 congressi associativi internazionali ospitati nel 2016 (l’anno precedente erano stati 504). Chiudono la parte alta della classifica Cina e Giappone, a pari merito con 410 congressi, e poi Olanda e Canada. Rispetto allo scorso anno, escono dai primi 20 Turchia e Danimarca per lasciare il posto A Polonia (17°) e Argentina (19°).

Il mercato cambia, anche le rilevazioni devono cambiare
Sebbene ICCA fotografi uno specifico segmento di mercato, il sentiment è che il settore goda di buona salute nel suo complesso: “L’andamento positivo non si limita ai congressi associativi tradizionali monitorati da ICCA” dice il CEO dell’associazione Martin Sirk. “Stanno nascendo infatti nuove tipologie di eventi associativi in ambito medico e scientifico, e le destinazioni stesse creano oggi congressi ed eventi internazionali propri – esclusi dal computo ICCA perché non sono a rotazione – a supporto di una domanda in crescita. Le numerose community online cercano infatti un’interazione faccia a faccia, e anche gli eventi corporate si stanno evolvendo in manifestazioni che aggregano clienti, fornitori, utenti, investitori e accademici, sfumando le tradizionali linee di demarcazione fra eventi profit e non profit. Quanto più l’economia della conoscenza va crescendo, tanto più aumentano gli eventi che fanno incontrare queste nuove e numerose community”. Come a dire: i congressi associativi tradizionali prosperano, ma non sono più i maggiori protagonisti del mercato. E forse per rimanere significative le rilevazioni di ICCA dovrebbero adeguarsi a questo cambiamento.

La classifica delle città (con il numero di congressi internazionali ospitati nel 2016)
1. Parigi (196)
2. Vienna (186)
3. Barcellona (181)
4. Berlino (176)
5. Londra (153)
6. Singapore (151)
7. Amsterdam (144)
   Madrid (144)
9. Lisbona (138)
10. Seul (137)
11. Praga (126)
12. Bangkok (121)
13. Dublino (118
14. Copenhagen (115)
15. Pechino (113)
16. Budapest (108)
17. Buenos Aires (103)
18. Stoccolma (101)
19. Hong Kong (99)
20. Roma (96)

La classifica dei paesi (con il numero di congressi internazionali ospitati nel 2016)
1. USA (934)
2. Germania (689)
3. Regno Unito (582)
4. Francia (545)
5. Spagna (533)
6. Italia (468)
7. Cina (410)
 Giappone (410)
9. Olanda (368)
10. Canada (287)
     Portogallo (287)
12. Austria (268)
13. Corea del Sud (267)
14. Svezia (260)
15. Brasile (244)
16. Australia (211)
17. Polonia (195)
18. Belgio (194)
19. Argentina (188)
20. Svizzera (184)

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