L’Australia perde 805 milioni di dollari in eventi non acquisiti: i convention bureau chiedono al governo 10 milioni l’anno per sostenere le candidature
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L’associazione dei convention bureau australiani (AACB) ha calcolato che, complessivamente, le città del paese hanno acquisito 360 eventi internazionali che si svolgeranno da qui ai prossimi dieci anni, ma hanno perso 235 candidature per altrettanti eventi che avrebbero dovuto svolgersi nello stesso lasso di tempo. Ciò significa il mancato guadagno (cioè la perdita) di 805 milioni di dollari australiani (580 milioni di euro) che sarebbero derivati dalla spesa diretta dei delegati.

A detta dell’associazione, le 235 candidature non sono state vinte perché l’Australia è più cara delle destinazioni concorrenti, ma soprattutto perché altri paesi si sono dimostrati più competitivi nell’offrire incentivi economici ai promotori dei congressi.

Partendo da queste considerazioni i convention bureau australiani hanno quindi preparato un dossier da consegnare al governo centrale dove si descrive la dimensione economica del settore congressuale nel paese – per anno 412mila eventi, 37 milioni di partecipanti, 20 miliardi (in euro) di spesa diretta dei delegati, 180mila posti di lavoro generati – e si chiede un deciso intervento per sostenerlo.

Fra le proposte, l’erogazione del visto online gratuito ai delegati stranieri, lo stanziamento di un fondo di 10 milioni di dollari (7 milioni di euro) l’anno da impiegare per incentivi economici a supporto delle candidature, e ulteriori 10 milioni di dollari per una campagna internazionale di destination marketing.

“Siamo convinti”, ha detto il CEO della Association of Australian Convention Bureaux Andrew Hiebl, “che l’adozione di queste proposte poterebbe a un elevato ritorno sull’investimento”. Vedremo cosa risponderà il governo.

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