Effetto Brexit: a Londra aumentate del 41% le richieste per eventi, gli operatori festeggiano il calo della sterlina
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In attesa dell’avvio delle procedure di uscita dall’Europa, Londra festeggia l’effetto Brexit annunciando di avere ricevuto nei tre mesi successivi al referendum un picco di richieste per eventi, provenienti soprattutto da Europa e Stati Uniti, ma anche da Cina e Medio Oriente. L’effetto immediato dell’esito della consultazione – che non è ancora Brexit, perché il Regno Unito al momento è ancora in Europa – è stato infatti quello della svalutazione della sterlina, che ha reso Londra molto più conveniente per gli stranieri.

London & Partners, il convention bureau della città, comunica di avere registrato fra giugno e settembre un incremento del 41% delle richieste di preventivo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con il 29% delle richieste totali in arrivo da Europa e Medio Oriente. Gli americani hanno aumentato il numero di richieste del 22%, approfittando di un cambio valutario a loro molto più favorevole.

Molto soddisfatti gli operatori – DMC e alberghi soprattutto – che oltre al picco di prenotazioni hanno anche riscontrato un’inedita volontà dei clienti di versare anticipi e caparre per gli eventi più alti del solito, per cogliere l’attimo favorevole della svalutazione e tutelarsi da un’eventuale, successiva risalita della sterlina.

Gli eventi prenotati, dichiara Paul Miller, managing director di Spectra DMC, sono in particolare meeting e convention che si svolgeranno entro l’anno o a inizio 2017, ma c’è anche chi, come Rob Russell del DMC AC Tours, sta notando una drastica riduzione dei tempi di programmazione: “Abbiamo da poco avuto un evento di 100 persone che era stato prenotato soltanto 10 giorni prima”. I clienti, a quanto pare, vogliono cogliere l'attimo. Perché domani, in effetti, chissà.

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