Si conclude ESC, il congresso europeo di cardiologia che ha portato a Roma 35mila medici e un indotto di 160 milioni di euro
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Ai 5 giorni di lavori hanno partecipato 35mila medici provenienti da 144 paesi che hanno riempito i padiglioni di Fiera di Roma e gli alberghi della città, generando un indotto che è stato stimato dallo stesso ente fieristico fra i 160 e i 200 milioni di euro. ESC, il congresso della Società Europea di Cardiologia, si conclude oggi con il saluto di Papa Francesco ai partecipanti, segnando la prima volta di un pontefice a un congresso medico.

Per Roma si è trattato di un’acquisizione prestigiosa: il congresso, organizzato (e di fatto acquisito) dal PCO romano AIM Group International, è il più grande della specialità a livello mondiale e il maggiore in Europa; la scorsa edizione si è svolta a Londra e Becky Graveney di London & Partners, il convention bureau della capitale britannica, aveva allora commentato che nel mondo dei congressi ospitare l’ESC equivale a ospitare le Olimpiadi.

E i numeri, sebbene non olimpici, sono comunque importanti: “Gli alberghi 4-5 stelle sono praticamente tutti pieni nell'area circostante la Fiera e in centro. Si tratta di migliaia di stanze che senza ESC sarebbero rimaste vuote o quasi seguendo l'andamento negativo degli ultimi mesi” ha dichiarato il presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli al quotidiano Il Tempo. Una boccata d’ossigeno anche per la Fiera di Roma, che ha impegnato per il congresso 9 padiglioni su 10, ospitando più di 500 sessioni scientifiche e 180 aziende espositrici.

La ricaduta economica è stata significativa non solo per gli alberghi e ristoranti, ma anche per il trasporto privato (180 i pullman utilizzati per i transfer e gran parte del parco taxi cittadino impegnato), per le casse comunali, con una stima di entrate per 960mila euro solo di tasse di soggiorno, e per l’Atac, la società di trasporto pubblico che ha incassato 800mila euro di biglietti.

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