A Roma si ritorna a parlare di convention bureau, in attesa del nuovo sindaco e del congresso ESC da 35mila delegati
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Se ne parla da anni, ma non se ne è mai fatto nulla. Così Roma, città di turismo ma anche di eventi, è ancora priva di quel convention bureau che potrebbe invece fare da catalizzatore e facilitatore per i congressi internazionali, operando come raccordo fra la città e il mercato come già accade con successo a Firenze, Torino e Rimini, per esempio.

Ma forse adesso qualcosa sta cambiando. Il segnale arriva da un convegno organizzato venerdì scorso da Unindustria su input di alcuni grossi calibri del settore (fra cui AIM Group, Ega, Triumph Group, Tecnoconference Europe, Starwood, NH Hotels, Cinecittà World) da tempo in prima fila nel chiedere un braccio strategico e operativo che promuova la città sul mercato degli eventi. All’incontro, intitolato Il convention bureau a Roma: il perché di una scelta e aperto dal presidente della sezione turismo di Unindustria Stefano Fiori, sono intervenuti Massimiliano Smeriglio (vicepresidente della Regione Lazio), Giovanni Bastianelli (direttore esecutivo di Enit), Christoph Tessmar (direttore del convention bureau di Barcellona) e Nata Nambatingué (executive manager della Società europea di cardiologia), che hanno, ognuno nell’ambito del proprio ruolo, sostenuto la necessità di un convention bureau per la città.

“Nonostante le pressioni degli operatori a Roma è mancata finora la consapevolezza, da parte dell’amministrazione, di quanto sia importante l’azione di un convention bureau per acquisire congressi e supportare quelli acquisiti” ha detto a Event Report Flaminia Roberti, global sales director di AIM Group. “Negli ultimi mesi c’è stata però un’accelerata e questo convegno è un primo passo, con un’apertura da parte di Smeriglio (ha dichiarato che nella programmazione turistica la Regione punta a un cluster per il congressuale, ndr) che fa ben sperare”.

A contribuire all’apertura sono probabilmente intervenuti due fattori di peso: l’acquisizione, da parte di AIM Group, del congresso europeo di cardiologia ESC con 35mila delegati che si terrà alla Fiera di Roma il prossimo agosto e l’ormai imminente inaugurazione del centro congressi La Nuvola, che sarà il fiore all’occhiello della Roma congressuale ma che riporta in primo piano la necessità di un sistema di offerta organizzato e strutturato. “Il congresso europeo di cardiologia è un buon esempio per illustrare quanto sarebbe necessario un convention bureau” commenta la Roberti. “Nata Nambatingué, che ne è ‘il committente’, ha sottolineato che l’evento è arrivato a Roma solo grazie al lavoro di operatori ‘forti’ come AIM Group e Fiera di Roma e che comunque a Roma si ottiene con fatica ciò che nelle grandi città europee è ormai norma. Un convention bureau, in quanto raccordo con la città, può ottenere il coinvolgimento diretto del Comune e del sindaco, le facilitazioni per i mezzi pubblici, le autorizzazioni, le sedi pubbliche per le cerimonie: tutte cose che ora deve fare, con immensa fatica e senza garanzia di successo, il singolo operatore”.

Particolarmente convincente, secondo Flaminia Roberti, è risultato l’intervento di Christoph Tessmar, che ha presentato dati, numeri e strategie del convention bureau di Barcellona a conferma di quanto un organismo dedicato possa fare da serio volano per l’economia congressuale delle destinazioni.

E ora cosa succederà? “Adesso aspettiamo l’elezione del nuovo sindaco e poi andremo avanti con i tavoli di confronto per capire come strutturare il convention bureau” dice la Roberti. “Un modello che ci pare efficace è proprio quello di Barcellona, per metà pubblico e per metà privato. Alcuni colleghi spingono per andare avanti solo fra privati, ma in AIM Group siamo convinti che sia necessario avere dentro anche il pubblico per fare del bureau una vera espressione – imparziale – del territorio, che è poi ciò che cercano gli interlocutori internazionali”. Appuntamento a dopo le elezioni, quindi: “E se l’europeo di cardiologia (per il quale si stima una ricaduta di 160 milioni di euro) sarà un successo, la strada sarà sicuramente più facile” conclude la Roberti.

Margherita Franchetti

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