Parigi: gli alberghi firmano una "Carta dei congressi" per una politica unitaria su tariffe e condizioni per gli organizzatori
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Gli alberghi di Parigi hanno sottoscritto un documento con cui si impegnano a rispettare condizioni specifiche e omogenee per la prenotazione, vendita e gestione degli allotment di camere in occasione di grandi congressi, rendendo così la città più “facile” e attrattiva per gli organizzatori. Secondo i firmatari, l’iniziativa non ha eguali in nessun’altra città per il respiro e la capillarità dell’adesione: a patrocinarla l’amministrazione comunale, la camera di commercio locale e il convention bureau che, ognuno per la propria parte, si impegnano nel documento ad azioni specifiche per sostenere l’acquisizione e lo svolgimento dei congressi.

Il documento, chiamato “Carta per l’accoglienza dei grandi congressi” è stato firmato giovedì 18 maggio dai manager di 17 catene alberghiere e dalle associazioni di categoria UMIH e Synhorcat, che rappresentano 651 alberghi della città per un totale di più di 76mila camere di tutte le categorie, ed è applicabile ai congressi con più di 1.000 partecipanti promossi da organizzazioni senza scopo di lucro (come associazioni professionali, società scientifiche etc).

Gli alberghi si impegnano dunque a rispettare una serie di condizioni che la Carta descrive nel dettaglio in tema di tariffe, condizioni di vendita al PCO (deposito, pagamento, politiche di cancellazione), condizioni di vendita al congressista individuale, gestione degli allotment, requisiti di qualità. L’obiettivo è quello di rendere operativa una vera e propria destination policy che funzioni anche a distanza di anni dall’evento (i grandi congressi si prenotano in genere da 3 a 5 anni prima dell’effettivo svolgimento), a tutto vantaggio della competitività della città.

Parigi considera infatti strategico il mercato dei congressi associativi: l’anno scorso i 762mila partecipanti ai 1.004 eventi che si sono svolti in città (con un +9,6% repetto al 2014) hanno generato l’11% dei pernottamenti business dell’intero anno. Dei 1.004 congressi associativi che si sono svolti a Parigi, ben 136 avevano più di 1.000 partecipanti, esattamente la fascia che le istituzioni cittadine vogliono incentivare e incrementare. Del resto la ricaduta economica è stata di tutto rispetto: 1,2 miliardi di euro nel solo 2015, con una spesa pro capite giornaliera per congressista calcolata in 212 euro al giorno (344 se il congressista è straniero).

La Carta per l’accoglienza dei grandi congressi è scaricabile in inglese a questo link.

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