Se passa la Brexit meno eventi nel Regno Unito: pro e contro dell’uscita dall’Europa secondo gli operatori britannici
A
Un calo degli eventi internazionali è quanto si aspetta la maggioranza degli operatori britannici se l’esito del referendum del prossimo 23 giugno portasse il Regno Unito fuori dall’Europa. Il 60% teme infatti che con la Brexit il paese risulterebbe meno attrattivo per committenti e organizzatori internazionali e soltanto il 10% ritiene invece che il numero di eventi incoming possa aumentare con l’uscita dall’Europa. Metà degli operatori prevede inoltre che la Brexit ridurrebbe gli investimenti nel settore eventi, con solo un 13% che si aspetta un incremento e la restante parte che indica una previsione di sostanziale stabilità.

In questa settimane anche gli operatori e stakeholder della meeting industry britannica si interrogano sui pro e contro dell’uscita dall’Europa, e ad averne sondato umori e opinioni è un’indagine della Business Visits & Events Partnership, l’organizzazione che riunisce le tante associazioni di settore presenti sul territorio.

Il tema che più divide le opinioni riguarda le normative che regolano il business degli eventi: da una parte l’Europa è spesso criticata perché la burocrazia ostacola le imprese, ma la maggior parte degli operatori britannici ritiene che la Brexit non migliorerebbe la situazione, anzi: una delle preoccupazioni è proprio quella che, una volta fuori dall’Europa, per le imprese britanniche burocrazia e regole diventino ancora più stringenti per organizzare eventi nel continente.

Altri argomenti citati dagli operatori a sfavore della Brexit sono la possibile perdita di business che verrebbe acquisito da fornitori e destinazioni europee, il potenziale aggravio di costi operativi e dei trasporti e la possibilità che il Regno Unito venga percepita come una destinazione extra europea, dove quindi è più complicato portare gli eventi europei.

Per contro, uno dei vantaggi dell’uscita dall’Europa potrebbe essere quello dell’indebolimento della sterlina, che renderebbe il Regno Unito più competitivo e più attrattivo anche come destinazione per eventi. Senza i vincoli posti dalla UE, inoltre, gli operatori pensano che il governo avrebbe più possibilità di sostenere finanziariamente gli eventi senza infrangere le regole europee sugli aiuti di stato.

Commenta su Facebook

Altro su...

Destination marketing