In Sicilia gli eventi valgono 300 milioni di euro ma il 50% del business va ancora perduto
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È un dato presunto, ma chi l’ha elaborato dice che è approssimato più per difetto che non per eccesso: in Sicilia l'impatto economico degli eventi nel 2015 è stato pari a 300 milioni di euro. L’Osservatorio Congressuale Siciliano presentato giovedì scorso a Catania racconta ancora una volta un anno di Sicilia congressuale cercando di individuare i trend, di fare l’identikit dei clienti principali della destinazione e di dare una dimensione effettiva e potenziale al mercato.

La difficoltà di raccogliere i dati
Lo studio è stato realizzato dal Sicilia Convention Bureau, il cui presidente Vincenzo Tumminello non ha nascosto alla platea il proprio disappunto per la bassa partecipazione degli operatori, che per questa edizione hanno contribuito meno del solito alla raccolta dei dati. È un caso classico, con cui si sta misurando anche Federcongressi&eventi per l’osservatorio nazionale: gli operatori vogliono i dati, perché servono per orientare investimenti e strategie, ma poi sono i primi a non fornirli.

L’analisi del business perduto
Su circa 600 imprese interpellate dal team di Tumminello a proposito degli eventi gestiti nel 2015 quest’anno a rispondere sono state in 52, che hanno inserito i profili di 1101 eventi, 546 dei quali sono sono stati confermati e si sono effettivamente svolti mentre per i restanti 555 le richieste non sono state confermate dai clienti. Un 50% di business andato perduto, quindi, sul quale come sempre il Sicilia Convention Bureau ha voluto andare più a fondo per capire i punti di debolezza della destinazione. La maggior parte delle rinunce dei clienti è stata dovuta al fatto che la sede interpellata non rispondeva alle esigenze – “C’è un problema di dimensione e qualità delle strutture” ha sottolineato Tumminello.

In aumento gli eventi più grandi
In generale i dati indicano che nel 2015 gli eventi si sono svolti prevalentemente a Catania, Palermo, Sciacca e Taormina, promossi in maggior parte da committenti italiani (422 su 546), e che i clienti esteri arrivano soprattutto da Germania, Stati Uniti e Belgio. Le sedi più utilizzate sono gli alberghi con sale meeting, che assorbono il 75% del mercato. Benché a prevalere siano ancora gli eventi piccoli, fino a 50 partecipanti, l’Osservatorio indica che nel 2015 sono aumentati quelli fino a 100 partecipanti e sono quasi raddoppiati quelli fino a 300, passati dal 16 al 28% del totale.

La prevalenza del settore medico-scientifico
In Sicilia si organizzano soprattutto congressi associativi, convention e meeting aziendali (in totale sono il 65% degli eventi), ma nel 2015 sono aumentate di 5 punti percentuali tipologie meno tradizionali quali lanci di prodotto, viaggi incentive, roadshow. I committenti arrivano principalmente dal settore medico-scientifico e da quello della tecnologia, seguiti dalla grande distribuzione e dal comparto bancario-assicurativo.

Eventi più lunghi e più distribuiti nell’anno
Rispetto all’anno precedente, il trend più evidente del 2015 è il drastico calo degli eventi di una sola giornata (-21% ) a favore degli eventi di 3 e 4 giorni, rispettivamente a +5% e + 6%, così come la riduzione dei picchi stagionali a favore di una più omogenea distribuzione degli eventi su più mesi dell’anno, pur rimanendo maggio, giugno, settembre e ottobre i mesi più gettonati.

La stima del fatturato diretto
Agli eventi censiti hanno partecipato più di 62mila delegati, per quasi 30mila pernottamenti e 87mila presenze congressuali. Per effettuare le proiezioni statistiche che hanno permesso di stimarne il fatturato diretto, il Sicilia Convention Bureau si è rivolto al dipartimento di statistica dell’Università di Palermo. Partendo dal numero dei partecipanti indicati, da una media fra le tariffe minime e massime applicate per i pernottamenti, dalla media dei costi dei servizi alberghieri ed extra alberghieri – così come rilevati dal bureau per gli eventi trattati direttamente – la stima è che il fatturato diretto prodotto dai 544 eventi censiti sia stato di 22,9 milioni di euro.

La stima dell’indotto complessivo
Infine, la dimensione complessiva del mercato, stimata dal Sicilia Convention Bureau sulla base del valore del campione di riferimento: l’ipotesi è che nel 205 si siano svolti in Sicilia circa 4mila eventi per un totale di 360mila delegati e 360mila pernottamenti, da cui la stima di un fatturato diretto compreso fra i 163 e i 171 milioni di euro. E poiché il fatturato indiretto, dicono gli studi internazionali, è quasi pari a quello diretto, la stima dell’indotto complessivo è di circa 300 milioni di euro.

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