A Torino il congresso Estro, attesi 6mila partecipanti e una ricaduta di 10 milioni di euro: determinante il supporto della città
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Ha cominciato a lavorarci nel 2007 e finalmente Torino ha battuto Glasgow e Copenhagen e si è portata a casa uno dei maggiori congressi medici europei, quello promosso da Estro (la Società Europea di Radioterapia Oncologica) che ogni anno riunisce 6mila delegati provenienti da circa 80 paesi.

L’evento tornerà dunque in Italia, per la prima volta da 26 anni a questa parte, dal 29 aprile al 3 maggio, e Torino si prepara a raccogliere i frutti di un efficace lavoro di squadra e dell’impegno del sindaco Piero Fassino che, come già per altri grandi congressi, si è speso in prima persona per sostenere la candidatura della città.

Torino ha acquisito il congresso Estro nel 2014: fondamentale è stato l’impegno di Umberto Ricardi, professore all’Università di Torino e direttore della radioterapia della Città della Salute e della Scienza di Torino nonché, da poco, presidente della stessa ESTRO: un “ambasciatore” di grande influenza che fin dal principio ha lavorato con Turismo Torino Convention Bureau per portare l’evento nella sua città.

Poi, determinante, il supporto di Fassino, che più volte ha incontrato Ricardi assicurando al congresso il sostegno della città. Una volta acquisito il congresso, Fassino si è mosso anche con l’aeroporto e le compagnie aeree, chiedendo (e ottenendo) che nei giorni del congresso i vettori utilzzassero aeromobili più grandi sulle rotte che dall’Europa portano a Torino. La città ha investito nell’acquisizione del congresso supportandone anche il “percorso di avvicinamento”: Estro ha portato infatti a Torino 3 eventi minori nel 2014 e nel 2015, che sono stati in toto e in parte ospitati dal Comune.

Il gioco di squadra ha visto coinvolti anche GL Events (che gestisce Lingotto Fiere e Oval) e il Centro Congressi Lingotto, che hanno saputo essere competitivi nell’offerta economica e soddisfare le richieste tecniche e logistiche di Estro. Tutti pieni gli alberghi della città e della prima cintura periferica, con una stima che a oggi indica 20mila pernottamenti legati all'evento.

Il congresso è organizzato direttamente dalla Società Europea di Radioterapia Oncologica, che dispone di un proprio ufficio organizzativo con base a Bruxelles. A un operatore torinese, Ventana Group, sono stati affidati i servizi logistici di prenotazione alberghiera, i trasporti e l’organizzazione dei post-tour per i delegati.

La cerimonia di apertura si svolgerà all’Auditorium Agnelli del Centro Congressi Lingotto, sede dei lavori insieme a Lingotto Fiere, che ospiterà l’area espositiva, con lo spettacolo della compagnia di danza atletica Kataklò, che aveva partecipato all’inaugurazione dei Giochi Olimpici di Torino 2006. Il 1° maggio si svolgerà la Super Run, corsa non competitiva di 5 km sulla pista del Lingotto per la raccolta di fondi a favore della ESTRO Cancer Foundation: sono invitati a parteciparvi pazienti oncologici e rappresentanti della associazioni dei pazienti. Il 2 maggio, infine, il Comune di Torino ha concesso in esclusiva ai congressisti l’apertura straordinaria del Museo Egizio.

Turismo Torino e Provincia si è invece attivato sul fronte dell’accoglienza, realizzando per i 6mila partecipanti una guida in inglese della città e la mappa di Torino “personalizzata” con gli alberghi e i siti del congresso. L'ente di promozione della città sarà inoltre presente all’aeroporto e al Lingotto con il proprio stand informativo e realizzerà un’indagine sulla soddisfazione dei partecipanti.

Di grande rilevanza, infine, sarà l’eredità scientifica del congresso: “La scelta di Estro di organizzare il proprio congresso a Torino è il riconoscimento a una città che fa della formazione e della ricerca un tratto distintivo” ha detto il sindaco Piero Fassino. “Seimila medici – dai radiologi agli oncologi, dai fisici ai radioterapisti – si riuniranno per diffondere innovazione, divulgare progressi, informare di scoperte indissolubilmente connesse alla salute. A Torino saranno esaminati report scientifici che per la medicina hanno valore e interesse mondiale”.

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