Le smart city d’Italia: ecco dove l’innovazione migliora la qualità della vita di cittadini e imprese
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Investono nell’innovazione tecnologica e digitale per offrire servizi efficienti che migliorano la qualità della vita dei cittadini e l’ambiente di business delle imprese. Le smart city d’Italia sono soprattutto nel centro-nord e sono soprattutto città metropolitane, ma anche quelle di medie dimensioni mostrano positivi trend di crescita, mentre a rimanere indietro è il Sud Italia.

A raccontare lo scenario dell’innnovazione italiana è lo Smart City Index che, prodotto dalla società di consulenza EY con il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia Digitale, analizza le 116 città capoluogo secondo 470 indicatori suddivisi nei 4 ambiti che ne definiscono il grado di innovazione: reti e dotazioni tecnologiche, diffusione di sensori per raccogliere i dati della città, piattaforme digitali per elaborarli, servizi digitali a valore aggiunto nell’ambito dell’amministrazione pubblica, della mobilità, del turismo, della sanità, dell'efficienza energetica e dell'ambiente.

La città più smart d’Italia si conferma essere Bologna, che ha attivato innovazioni in tutte le aree tematiche analizzate dall’Index, seguita da Milano e Torino. Al quarto posto la sorpresa di Mantova, che ha guadagnato ben 31 posizioni, seguita da Parma, Trento, Brescia, Reggio Emilia, Roma (che ne ha perse 5) e Firenze. Anche quest’anno i comuni capoluogo delle città metropolitane del centro-nord sono tutti nella prima fascia, mentre Napoli, al 32° posto, diventa la prima città del Sud. Le città medie continuano a fare progressi (ce ne sono 23 fra le prime 40) ma solo nel centro-nord: la prima città media del Sud è Lecce, al 52° posto.

Nonostante l’ottimo posizionamento di Mantova, in generale le città piccole retrocedono invece nella classifica: sono solo 7 (Mantova, Lodi, Cremona, Pavia, Sondrio, Siena e Aosta) quelle nella fascia alta del ranking, e di queste ben 5 sono lombarde. Secondo il report, è la dimostrazione che per realizzare una smart city occorre disporre di una massa critica (di risorse, di soggetti, di mercato) che attualmente è presente quasi esclusivamente nelle città con più di 80mila abitanti.

Gli ultimi posti vanno alle città minori di Calabria e Sicilia, anche se Palermo si posiziona a metà del ranking, al 55° posto, e Catania al 67°. Cagliari sale di 11 posti e diventa 33° grazie anche alla forte informatizzazione delle scuole, con l’81% delle aule connesse di tutta la Sardegna. Infine, lo Smart City Index segnala che ci sono città con un buon “benessere analogico” che mostrano un’alta vivibilità nonostante la bassa diffusione delle innovazioni: tra queste Fermo, nelle Marche, e Lanusei, Tempio e Olbia in Sardegna.

Le città italiane, conclude il report, sono ancora in ritardo rispetto alle principali città europee e mondiali, ma il grado di innovazione continua a crescere, con punte di eccellenza in alcuni ambiti. Pordenone, per esempio, supera l’80% di rifiuti raccolti e differenziati e la Puglia è la regione italiana con la maggiore produzione di energie rinnovabili. E la diffusione del digitale, per quanto più lenta che in altri paesi, sta contribuendo alla diffusione dell’economia della condivisione e della collaborazione: il 70% dei comuni capoluogo offre un servizio di sharing mobility e i dati dicono che l’Italia è il 3° paese al mondo per numero di case su Airbnb.

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