I passaporti più “forti” del mondo: ecco i paesi con i cittadini più (e meno) liberi di viaggiare senza restrizioni
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La forza di un passaporto nazionale – cioè il numero di paesi che consente di visitare senza richiedere il visto d’ingresso – riflette in genere il rapporto del paese che lo rilascia con la comunità internazionale: in un mondo sempre più mobile e interconnesso un passaporto forte è garanzia per i cittadini che lo detengono di poter viaggiare liberamente per lavoro, piacere o studio e per il paese che lo rilascia di avere facile accesso al mercato globale.

La società di consulenza Henley & Partners, in collaborazione con la IATA, ha classificato 199 Stati e territori (sui 218 esistenti) in base al numero di paesi cui i loro cittadini hanno libero accesso, misurando la forza dei diversi passaporti. Prevedibilmente, la classifica indica che sono i cittadini dei paesi cosiddetti sviluppati quelli più liberi di viaggiare nel mondo senza restrizioni, mentre i detentori di passaporti di paesi emergenti, politicamente controversi o a forte instabilità politica risultano molto più vincolati a visti e permessi.

Nel 2016 il passaporto più forte del mondo è quello rilasciato dalla Germania, che dà libero accesso a 177 paesi, seguito da quello della Svezia, con 176 paesi. Al terzo posto un gruppo di 5 paesi a pari merito – Italia, Francia, Spagna, Regno Unito e Finlandia – i cui cittadini entrano senza visto in 175 paesi del mondo. Nella fascia successiva, al quarto posto, ci sono Belgio, Danimarca, Olanda e Stati Uniti, con 174 paesi a ingresso libero. Al quinto Austria, Giappone e Singapore, che accedono senza visto a 173 paesi.

Rispetto all’anno scorso solo 21 paesi sono rimasti nella stessa posizione del ranking, ma nessuno è retrocesso di più di 3 posizioni, a indicazione che in generale le restrizioni imposte dai visti si stanno gradualmente riducendo. In particolare sono 4 i paesi che hanno fatto un significativo balzo in avanti nell’ultimo anno: Timor Est, che ha scalato la classifica di 33 posizioni portandosi al 57° posto, con 82 paesi ad accesso libero; la Colombia, in rialzo di 25° posti e ora al 50° posto con 103 paesi; Palau, che ha guadagnato 20 posizioni e può ora visitare 104 paesi; Tonga, che sale di 16 posizioni e si porta al 46° posto con libero accesso a 110 paesi.

Interessanti anche altri dati che emergono dalla classifica: il passaporto di San Marino dà accesso libero a 156 paesi (contro i 175 dell’Italia) e quello del Vaticano a 134; i cittadini di Hong Kong entrano senza visto in 154 paesi, quelli di Macao in 120 mentre quelli della Cina in solo 50; il passaporto degli Emirati Arabi consente l’ingresso in 122 paesi, quello dell’Arabia Saudita in 69.

I “peggiori” passaporti del mondo si confermano anche quest’anno quelli di Libia, Siria, Somalia, Iraq, Pakistan e Afghanistan: i cittadini afgani, ultimi in classifica, possono entrare senza visto soltanto in 25 paesi del mondo.

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