Qualità della vita: il primato va alle città europee ma Milano e Roma sono indietro, la sicurezza nuovo fattore chiave
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Nonostante gli allarmi, le emergenze e gli attentati, l’Europa occidentale continua a essere l’area del mondo dove la qualità della vita è più elevata. Anche in tema di sicurezza, che è divenuto il nuovo fattore chiave per misurare la vivibilità delle città. Lo dice Mercer, che attribuisce alle città europee 14 fra i primi 20 posti nella classifica della qualità della vita e 7 fra i primi 10 per livello di sicurezza personale.

Il report Quality of Living 2016, che analizza 230 città del mondo, è redatto per aiutare le aziende a valutare rischi e costi del portare business e personale in paesi diversi dal proprio: le destinazioni con elevati standard di vivibilità abbassano infatti i costi delle indennità per i dipendenti che vi si trasferiscono, danno maggiori garanzie di stabilità economica e politica e offrono migliori condizioni alle aziende per portarvi le proprie attività economiche.

Anche quest’anno è Vienna la prima città per qualità della vita, seguita da Zurigo e dalla neozelandese Auckland. Poi ci sono Monaco di Baviera, Vancouver, Dusseldorf, Francoforte, Ginevra, Copenhagen e l’australiana Sydney, al decimo posto. La top ten è invariata rispetto allo scorso anno, così come quasi invariato è il posizionamento delle due città italiane presenti in classifica: Milano, stabile al 41° posto, e Roma, che perde una posizione e scende al 53° posto. Un risultato non proprio lusinghiero per l’Italia: è vero che Milano fa meglio di Lisbona, Tokyo, Seattle e Madrid, ma Roma è nelle retrovie dell’Europa occidentale, seguita solo da Glasgow, Aberdeen, Belfast e Atene.

A determinare la qualità della vita di una destinazione, indica Mercer, contribuiscono 10 categorie di fattori: l’ambiente politico e sociale, quello economico e quello socio-culturale, la salubrità e il sistema sanitario, il livello e l’accessibilità delle scuole, i servizi pubblici e le infrastrutture per i trasporti, le possibilità ricreative, la disponibilità di beni di consumo, la qualità e disponibilità di abitazioni e l’ambiente naturale.

Un capitolo a parte è quello relativo alla sicurezza personale, per la quale Mercer ha elaborato un ranking specifico che per ogni città valuta fattori quali il tasso di criminalità, la stabilità politica interna, l’efficienza delle forze di polizia, le relazioni del paese di appartenenza con gli altri stati. In questa classifica il primo posto va a Lussemburgo, mentre Berna, Helsinki e Zurigo si piazzano a pari merito al secondo seguite da Auckland, Vienna, Ginevra e Stoccolma.

Le città meno sicure del mondo sono Damasco e Baghdad, che inevitabilmente figurano in fondo alla classifica anche per qualità della vita: Damasco è al 224° posto e Baghdad all’ultimo, il 230°. Fra le due, N'Djamena (Ciad), Khartoum (Sudan), Port-au-Prince (Haiti), Sana'a (Yemen) e Bangui (Repubblica Centrafricana).

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