Il Brasile stanzia 400 milioni di euro per combattere Zika: il virus minccia l'incoming per i Giochi di Rio
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Il "Maracanà" di Rio de Janeiro

Potenziale minaccia all’incoming turistico e, soprattutto, all’incoming legato ai Giochi Olimpici che avranno inizio fra meno di 6 mesi a Rio, il virus Zika ha messo in allerta il governo brasiliano, che si è mobilitato per combatterlo e per mettere in sicurezza popolazione e turisti. Embratur, l’ente del turismo del paese, informa che sono stati stanziati 1,87 miliardi di real (circa 415 milioni di euro) per combattere l’epidemia causata dalle punture di zanzare infette e che 19 enti e istituzioni stanno lavorando insieme per debellarla.

Embratur ribadisce che non ci sono restrizioni di viaggio verso i paesi in cui sono stati registrati casi di trasmissione del virus, ma che le organizzazioni internazionali raccomandano alle donne in gravidanza di rinviare i viaggi: Zika, che nell’80% dei casi è asintomatico ma può causare febbre, congiuntivite, dolori muscolari o articolari che si esauriscono nel giorno di pochi giorni, è invece stato associato alla nascita di bambini affetti da microcefalia se la madre è stata infettata durante la gravidanza.

Il Brasile, informa l’ufficio del turismo, ha schierato oltre 300mila agenti per eliminare con azioni dirette i focolai di zanzare e avviato una campagna educativa inviando 220mila soldati in 356 città e paesi per sensibilizzare alla prevenzione 3 milioni di famiglie.

In tema di Olimpiadi tutti i cantieri degli impianti sono attualmente controllati da agenti di sorveglianza ambientale, e durante i Giochi tutti i siti avranno almeno un agente per il monitoraggio, la ricerca e l'eliminazione di depositi che potrebbero diventare potenziali focolai di zanzare e squadre di sorveglianza ambientale nelle aree adiacenti e nei i luoghi affollati, per il controllo delle zanzare in tutta l’area. Inoltre, rassicura, l'ente, il periodo dei Giochi coinciderà con la stagione invernale in Brasile, scarsa di precipitazioni e quindi di zanzare.

Embratur, che attraverso i propri 13 uffici nel mondo sta monitorando i casi di cancellazione o di rinvio dei viaggi verso il Brasile, assicura inoltre che a oggi sono state registrate solo alcune cancellazioni, la maggior parte effettuate da donne in gravidanza.

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