Sospesa la libera circolazione all'interno dell'UE, la modifica di Schengen ripristina i controlli per chi viaggia
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All’indomani della riunione tra i ministri europei degli Interni e della Giustizia, svoltasi venerdì scorso, è stata decisa la revisione immediata del trattato di Schengen che prevede la libera circolazione delle persone all’interno dei 26 paesi dell’Unione Europea. Questo significa che ora i controlli dei documenti verranno effettuati su tutti i passeggeri, siano essi comunitari o extracomunitari, con conseguenti allungamenti dei tempi alle barriere, in particolare negli aeroporti e nei porti, oltre che alle dogane a terra.

Come funzionerà la nuova area Schengen, riporta TTGItalia.com, lo spiega in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore il prefetto Mario Morcone, a capo del Dipartimento libertà civili e immigrazione al Ministero dell’Interno. “Nei porti e negli aeroporti sparirà di fatto il corridoio ‘cittadini Ue’: tutti saranno sottoposti a controlli di polizia. Le forze dell’ordine dovranno consultare le banche dati a disposizione e le file saranno inevitabili e in alcuni casi lunghe”.

A queste misure si affianca anche l'avvio del famoso PNR, il passengers name record, ipotesi che era stata avanzata dalla Francia già dopo gli attentati di gennaio a Charlie Hebdo: i dati dei passeggeri, compresi quelli relativi ai compagni di viaggio, allo stato di salute e ai metodi di pagamento, saranno archiviati e consultabili dalle forze di sicurezza per un anno. Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera la procedura dovrebbe essere concretamente messa in atto entro la fine dell'anno.

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