Parigi, l’effetto degli attentati sugli eventi e sulle intenzioni di viaggio delle aziende
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Molte cancellazioni, ma anche importanti conferme. Il calendario degli eventi in programma a Parigi è ancora in evoluzione dopo gli attacchi di venerdì notte, con gli organizzatori divisi fra chi vuole annullare o rinviare e chi invece è pronto ad andare avanti. Il giorno dopo gli attentati in città si è bloccato tutto, inclusa la convention di Airbnb, che ha cancellato tutti gli eventi della giornata di sabato 14 novembre – quella conclusiva – invitando i 5mila partecipanti a seguire le direttive della polizia e a non allontanarsi da propri alloggi, offrendo loro assistenza per gli eventuali cambi di prenotazione.

Rimane in calendario il vertice internazionale sul clima COP21, in programma a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre: è il più grande evento politico-diplomatico organizzato dalla Francia negli ultimi decenni, al quale sono attesi 40mila delegati e almeno 120 capi di stato. Il premier francese Manuel Valls ha sottolineato che nessun capo di stato o di governo ha chiesto un rinvio, e che le misure di sicurezza saranno significativamente potenziate. Saranno però annullate tutte le manifestazioni e i concerti a corollario del vertice per poter concentrare tutte le forze di sicurezza sull’evento principale.

Fra chi ha confermato le performance i Simply Red, che hanno suonato ieri sera allo Zenith, ma molti altri eventi, sportivi e di spettacolo, salteranno: RaiNews riporta che tutte le partite del fine settimana dell'European Rugby Champions Cup e Challenge Cup sono state rinviate, mentre sono stati cancellati i concerti di U2, Marilyn Manson, Foo Fighters e Motorhead. Annullati anche, segnala RaiNews, l’evento di promozione del film Jane Got a Gun con Natalie Portman, in uscita lunedi a Parigi, e il servizio fotografico per il film Bridge of Spies, cui dovevano partecipare Steven Spielberg ed Amy Ryan. Cancellati anche gli ultimi due giorni di Paris Photo, la fiera internazionale sulla fotografia che doveva svolgersi fino a domenica 15 e che invece sabato mattina non ha riaperto.

Sul fronte del business travel è ancora presto per capire l’impatto degli attacchi terroristici, ma un’indagine effettuata a caldo – cioè nei due giorni successivi – dalla Business Travel Coalition su travel manager di aziende, università ed enti governativi di 17 paesi ha rilevato una situazione di non eccessivo panico. Il 70% degli intervistati ha dichiarato che lascerà ai dipendenti la decisione se recarsi o meno in Francia, e solo il 20% pensa di annullare d’ufficio i viaggi verso il paese per qualche tempo. Un’eguale percentuale (20%) cancellarà probabilmente i viaggi dell’azienda verso tutta Europa in attesa di ulteriori sviluppi.

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