Le regioni italiane più social: dove funziona (o non funziona) la comunicazione istituzionale sul web
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Sui social network non esiste divario economico tra nord e sud: il divario è soltanto fra chi adotta la migliore strategia di comunicazione e chi no. E le strategie social delle regioni italiane sono di 3 tipologie: quelle che meglio interpretano la filosofia e la pratica del mezzo, quelle più conservative e quelle che esprimono un marcato disinteresse per la questione.

Lo ha rilevato DeRev Consulting analizzando i canali istituzionali su Facebook, Twitter e YouTube di tutte le regioni italiane per produrre un report che ne fotografa la capacità di utilizzare le 3 piattaforme per dialogare con i cittadini. Il report ha preso in esame le pagine e gli account ufficiali delle regioni (escluse quelli di singole attività, assessorati, dipartimenti o agenzie) analizzando una serie di indicatori quantitativi e qualitativi, fra cui numero di iscritti in valore assoluto, numero di iscritti in rapporto alla popolazione, qualità della gestione, tasso di coinvolgimento degli utenti su Facebook, tasso di efficacia della comunicazione su Twitter, media delle visualizzazioni dei video su YouTube.

La regione più social d’Italia è l’Emilia Romagna, la cui strategia è della tipologia “migliore interpretazione della filosofia e della pratica del mezzo”. Della stessa categoria fanno parte Valle d’Aosta, che ha il maggior numero di iscritti in rapporto alla popolazione, Puglia, che è prima per numero di iscritti in valore assoluto (82.695), e poi Piemonte, Lazio, Lombardia e Umbria. La comunicazione istituzionale sui social di queste regioni, sottolinea il report di DeRev Consulting, segue ritmi costanti e calibrati.

Nella seconda fascia, quella più conservativa, ci sono le regioni che hanno attivato i canali social ma non li presidiano realmente, o per lo meno non secondo le necessarie regole d’ingaggio per coinvolgere gli utenti. Di questo gruppo fanno parte Basilicata, Marche, Molise (che ha peraltro il più alto tasso di coinvolgimento degli utenti su Facebook), Abruzzo, Campania, Sardegna e Veneto.

La classifica prosegue con le regioni che si disinteressano dei canali social istituzionali (non turistici, che sono altra cosa)e registrano un tasso di coinvolgimento quasi nullo: Toscana (che comunque è prima su YouTube con 687.767 visualizzazioni), Trentino Alto Adige, Sicilia, Liguria e Friuli Venezia Giulia. Ultima la Calabria, che non è presente su nessun social network.

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