I paesi del mondo con la migliore reputazione: l'Italia recupera ma ha una bassa "autostima"
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La reputazione di un paese ha un impatto diretto sulle sue “performance” a più livelli: la percezione positiva ne incrementa infatti i flussi turistici incoming, ne accresce l’appetibilità come destinazione per eventi, ne potenzia l’export dei brand a esso riconducibili, attrae investimenti esteri, vi porta talenti e competenze professionali dall’estero, ne aumenta il prestigio sulla scena internazionale. In altre parole, la reputazione è un assett ad alto valore aggiunto che i paesi, così come i brand, devono imparare a sviluppare e valorizzare.

Come si forma la reputazione di un paese
L’analisi dei fattori che determinano la reputazione dei paesi arriva dal Reputation Institute, che ha pubblicato ieri il Country RepTrak 2015 nel quale classifica i 55 principali paesi del mondo in base a come sono percepiti da 48mila cittadini di stati appartenenti al G8. Il report indica che la reputazione di un paese è la percezione emozionale che ne hanno le persone e che deriva dalla loro esperienza individuale diretta, dalla comunicazione che fa di sé il paese stesso, dall’opinione degli altri e dagli stereotipi condivisi sul paese in questione.

Le componenti emozionali e razionali della reputazione
A livello emozionale, la reputazione è definita come il grado di fiducia, positività, ammirazione e rispetto che le persone hanno per quel paese, e a livello razionale è determinata da 3 fattori: la sua attrattiva oggettiva (la “bellezza” intrinseca, la qualità della vita, abitanti amichevoli e ospitali); l’efficacia della governance (sicurezza, efficienza, politiche sociali ed economiche etiche e progressiste, contesto favorevole per fare business); il grado di sviluppo dell’economia (prodotti e servizi di qualità, notorietà dei brand, livello di istruzione, contributo alla cultura, avanzamento tecnologico). Una percezione positiva del paese in questi 3 ambiti determina, da parte delle persone, comportamenti di “supporto” al paese – disponibilità a visitarlo, lavorarci, investirci, acquistarne i prodotti, partecipare a eventi che vi si svolgono – generando così una catena di valore che ne incrementa ulteriormente la reputazione.

Primi e ultimi per reputazione
Il paese che nel 2015 gode della migliore reputazione è il Canada, già al vertice della classifica nel triennio 2012-2014: destinazione con un’elevata qualità della vita e politiche sociali avanzate, sicura, tranquilla, economicamente solida e percepita come intrinsecamente “bella”. Al secondo posto la Norvegia, più o meno per le stesse ragioni, poi la Svezia e la Svizzera, che però perde il primato dello scorso anno. Al quinto posto l’Australia, seguita da Finlandia, Nuova Zelanda, Danimarca, Olanda, Belgio, Irlanda e Austria. Qusti primi 12 paesi hanno una reputazione che il report definisce “forte”. Godono invece di reputazione “moderata” Regno Unito, Italia (al 14° posto), Germania, Giappone, Spagna, Portogallo, Francia e Singapore. Fra i paesi con reputazione “debole” ci sono invece gli Stati Uniti (22°), il Brasile (26°), gli Emirati Arabi (34°), la Corea del Sud (36°) e la Cina (46°). Male la Russia, che anche a causa del conflitto con l’Ucraina scivola al quart’ultimo posto con una reputazione indicata come “insufficiente”, seguita solo da Pakistan, Iran e Iraq che chiudono il ranking.

I punti di forza dell'Italia
L’Italia, pur al 14° posto, recupera terreno e migliora la propria reputazione del 5,4% rispetto allo scorso anno. Merito del più stabile clima economico, sostiene il Reputation Institute, ma anche di una reputazione consolidata nell’ambito dell’attrattiva generale, che la vede al 6° posto nel mondo. In particolare, l’Italia è considerata dalla percezione collettiva l’ottavo paese più bello del mondo (il primo è il Canada), il secondo per gradevolezza e il settimo per qualità della vita e ospitalità degli abitanti. In ambito economico, l’Italia si posiziona prima per contributo alla cultura, quinta per notorietà dei brand (primo il Giappone), e decima per qualità dei prodotti e dei servizi. Nessun posto di rilievo, invece, per quanto riguarda gli altri parametri reputazionali come ambiente di business, istituzioni, tecnologia o politiche sociali ed economiche.

I paesi con un'elevata reputazione come destinazioni per eventi
Nel considerare i comportamenti positivi di supporto ai paesi con un’elevata reputazione, il report si sofferma anche sui paesi che registrano i più alti consensi come destinazioni ove organizzare o partecipare a eventi. Prima in classifica è la Svizzera, secondo il Canada e terza l’Australia. Poi ci sono Norvegia, Svezia, Finlandia Nuova Zelanda, Olanda e Danimarca. L’Italia entra nella top ten per un soffio con il decimo posto.

Reputazione interna ed esterna, il divario nella percezione
Infine, una misurazione interessante è quella della percezione che i paesi hanno di se stessi, così come espressa dai propri cittadini. Il livello di “autostima” se così lo si può chiamare, è stato rilevato per 22 paesi sui 55 considerati dal report. Emerge da quest’analisi che l’Italia ha una reputazione interna molto bassa (la battono solo Brasile e Sudafrica), ed è il paese che registra il maggiore divario fra la reputazione interna e quella esterna, che come detto è piuttosto elevata. In altre parole, gli italiani percepiscono l'Italia in modo molto più negativo degli stranieri. Se gli italiani sono i più critici verso il proprio paese quelli che lo sono meno di tutti sono i russi, primatisti nel divario opposto: una autostima molto alta a fronte di una reputazione internazionale, invece, decisamente bassa.

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