La Milano di Expo lancia il turismo collaborativo: i milanesi invitati a ospitare i visitatori a cena e a mostrare la “loro” città
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Il progetto si chiama Piacere, Milano e ha l’obiettivo di integrare l’ospitalità classica a forme di ospitalità non tradizionali, basate sul concetto di turismo collaborativo e partecipativo. Il punto di partenza è l’Expo, ma l’idea è di farlo funzionare anche dopo, rendendolo patrimonio stabile della città.

Piacere, Milano è stato presentato dal Comune di Milano e nasce dall’idea di restituire ai milanesi un ruolo da protagonisti in occasione di Expo, coinvolgendoli in prima persona e affidando loro il compito di essere ambasciatori della propria città attraverso tre azioni: offrirsi di ospitare a cena (gratuitamente) visitatori e turisti secondo la filosofia del social eating; proporsi come narratori della città per un giorno facendo da ciceroni ai visitatori nelle strade della “loro” città; contribuire alla creazione di una mappatura social delle storie e dei percorsi del progetto che resterà a disposizione della città.

Ideato dall’agenzia di comunicazione Clinc e promosso dalle cooperative sociali La Cordata e Spazio Aperto Servizi, insieme all’agenzia internazionale di comunicazione Altavia, Piacere, Milano vuole valorizzare le eccellenze di Milano attraverso le esperienze e i racconti di chi la vive e la abita, accreditandola a livello internazionale come città del turismo e dell’accoglienza, con ricadute positive sulla sua reputazione in Italia e nel mondo.

Concretamente, l’iniziativa Indovina chi invito a cena offre ai milanesi l'opportunità di candidare casa propria per ospitare a cena turisti e visitatori, raccontando loro la vita a Milano dal proprio, soggettivo punto di vista. Con Milano siamo noi, per tutta la durata di Expo i milanesi potranno segnalare sulla piattaforma web del progetto la loro disponibilità a fare da guide ai visitatori, portandoli in giro per la città su percorsi personali e di quartiere in modo da permettere loro la scoperta di vie, luoghi e atmosfere altrimenti non accessibili.

Infine, con la Mappa ognuno potrà riportare gli itinerari, le storie e le esperienze di accoglienza in una mappa social, multimediale e geolocalizzata – consultabile sia online sia da smartphone e tablet attraverso la app – che rimarrà anche dopo Expo a disposizione di chi vorrà conoscere una Milano aperta al mondo, moderna e lontana dai percorsi turistici più ovvi.

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