Le destinazioni per eventi più richieste, il primato italiano e i 10 trend della domanda internazionale
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È frutto di un monitoraggio lungo 12 mesi l’Annual Destination Index elaborato da Pacific World per identificare le città del mondo più richieste dai committenti di eventi nell’ultimo anno e i criteri che ne guidano la domanda. Lo studio è elaborato sulla base delle richieste del ragguardevole portfolio di clienti internazionali di Pacific World, destination management company operativa in 80 destinazioni del mondo (inclusa l’Italia), e offre una forse non scientifica ma sicuramente significativa indicazione di come sta muovendo il mercato.

Secondo le rilevazioni del DMC, i criteri che guidano le aziende nella scelta della destinazione ove tenere i propri eventi sono 10.

1. Visto d’ingresso. È un fattore considerato attentamente: le destinazioni che non lo richiedono sono sempre preferite.
2. Accessibilità. Migliori e più numerosi collegamenti aerei portano con sé l’aumento del flusso di eventi di business: le nuove rotte Alitalia-Etihad aprono in questo senso all’Italia le porte dell’incoming dai paesi del Golfo.
3. Reinventare la destinazione: le destinazioni più richieste hanno costruito un’offerta basata sulle proprie attrattive culturali o naturali affiancandovi nuovi alberghi e nuove location per eventi. Il mix fra classico e moderno è vincente.
4. Sedi di aziende e distretti produttivi. La presenza degli headquarter di aziende internazionali o di poli produttivi stimolano l’incoming di eventi di business, che soprattutto in Asia combinano meeting e convention con visite agli stabilimenti.
5. Alberghi internazionali. L’apertura di nuovi hotel di brand internazionali genera interesse e fiducia nella destinazione: le grandi catene investono dove c’è un potenziale di attrazione.
6. Sicurezza. La capacità degli operatori locali (DMC, alberghi, compagnie aeree) di comunicare con trasparenza con i clienti può contenere l'impatto negativo di eventuali situazioni di instabilità politica: l'anno scorso Hong Kong, nonostante la crisi politica, ha fatto il pieno di eventi.
7. Esclusività. Piacciono le destinazioni con monumenti o location iconiche, chiuse al grande pubblico, che possono però essere utilizzate per gli eventi. L’esclusività solletica l’immaginazione degli event planner.
8. Grandi eventi. I grandi eventi internazionali – sportivi, politici culturali – generano interesse per la destinazione. L’Expo di Milano sta catalizzando l’attenzione internazionale sulla città.
9. Il ritorno del lusso. Riprendono quota e, anzi, aumentano, gli eventi con componenti di lusso (attività, alberghi). Le destinazioni che sanno soddisfare questa esigenza hanno una marcia in più.
10. Reputazione. L’immagine che il mercato ha della destinazione è un fattore di scelta rilevante. Convention bureau, DMC e operatori hanno un ruolo attivo nel trasmetterla o nel modificarla.

I dati raccolti da Pacific World indicano che nell’ultimo anno la città dell’area Europa, Medio Oriente e Africa più richiesta per organizzarvi eventi è stata Roma. Un risultato che, secondo il report, è dovuto a diversi fattori: la capacità della città di proporre location per eventi e attività classiche ma connotate in modo nuovo, gli investimenti in nuovi alberghi, la visibilità ottenuta attraverso i grandi eventi che vi si sono svolti (per esempio la Conferenza internazionale sulla nutrizione organizzata dalla FAO, o il Summit mondiale dei premi Nobel). L’incoming di eventi e incentive su Roma proviene principalmente dal Nord e Sud America, dal Medio Oriente e dall’Estremo Oriente. Anche Milano comincia a fare capolino fra le città più richieste: merito soprattutto della visibilità data da Expo e dai nuovi alberghi inaugurati in città.

Al secondo posto dopo l’Italia gli Emirati Arabi Uniti con Dubai, che risponde al rinnovato interesse degli organizzatori per eventi di lusso e attività esclusive. In terza posizione la Francia, con Parigi, Strasburgo e la Valle della Loira. In particolare, ad attrarre meeting ed eventi a Parigi è anche il fatto che la città ospita i quartieri generali di molte grandi aziende – fra cui Bayer, Sanofi, Abbott, Baxter, Dell, HP, Peugeot e Renault – e gli eventi a loro legati o correlati contribuiscono a tenere alte le richieste.

In area asiatica, invece, le destinazioni più richieste sono state la Corea del Sud, L’Indonesia e Hong Kong. La Corea del Sud ha modificato la propria immagine di paese poco sicuro a causa della vicinanza con la Corea del Nord e adottato una politica aperta sul rilascio dei visti: l’incoming di eventi, su Seoul e l’isola di Jeju, arriva dalla Cina ma anche dagli Stati Uniti, dove molte aziende coreane hanno proprie sedi. In Indonesia Bali, grazie alla stabilità politica ed economica, ha visto aumentare l’incoming di viaggi incentive, soprattutto da Usa, Australia e Asia. Merito anche delle misure di sicurezza adottate dopo l’attentato del 2005. Infine Hong Kong, metropoli d’Oriente con cultura occidentale: il sistema tax free e l’esenzione dal visto d’ingresso per la maggior parte dei visitatori ne hanno fatto una meta gettonata dalle aziende cinesi, francesi e mediorientali.

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