Le città più sicure del mondo: prima Tokyo, Milano e Roma deludono
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È il primo fattore che determina l’attrattiva di una città per scegliere di viverci, farvi business, portarvi investimenti e turismo, organizzarvi eventi. Il concetto di sicurezza urbana, che è leva di sviluppo e di crescita per le destinazioni, si declina non soltanto sull’integrità fisica delle persone, ma anche sul tema della sicurezza delle infrastrutture cittadine, delle infrastrutture digitali, del sistema sanitario. La maggior parte della popolazione mondiale è oggi concentrata nelle città e il livello di urbanizzazione crescerà nei prossimi 30 anni in tutti i continenti. Quali città prospereranno sarà determinato anche dal livello di sicurezza che sapranno garantire a cittadini, investitori, visitatori e turisti.

L’Economist Intelligence Unit, con il report The Safe Cities Index 2015 appena pubblicato, misura il livello di sicurezza di 50 città del mondo, scelte in base alla loro rilevanza e alla quantità di dati che rendono disponibili: pertanto, specifica l’Economist, la lista non è esaustiva e l’ultima città in classifica non è ncessriamente la più pericolosa del mondo. L’analisi dell’Economist ha considerato 40 indicatori in 4 ambiti:

La sicurezza personale, legata ai tradizionali parametri di misurazione del crimine, delle attività illegali, dei reati violenti e del grado di efficienza della polizia.
La sicurezza delle infrastrutture, che riguarda per esempio la qualità di strade ed edifici e monitora il numero di incidenti automobilistici e di decessi per disastri naturali.
La sicurezza digitale, cioè il livello di reati informatici, furto di identità, presenza di forze specializzate nella prevenzione del “cybercrimine”, consapevolezza generale dei cittadini sul tema, corretto funzionamento delle infrastrutture digitali.
La sicurezza sanitaria, che si esprime soprattutto con l’aspettativa di vita, la capacità di contenere le epidemie e le emergenze per la salute pubblica, il numero di posti letto ospedalieri disponibili in proporzione alla popolazione.

Il report indica che la città più sicura del mondo è Tokyo: è al primo posto per sicurezza digitale e, nonostante sia la città più popolosa del pianeta (38 milioni di abitanti) e sia spesso colpita da terremoti, risulta nei primi 5 posti anche per sicurezza delle infrastrutture e delle persone e all’8° per sicurezza sanitaria. Seconda nel ranking è Singapore, che attualmente registra la più bassa incidenza del crimine tradizionale degli ultimi 10 anni e si sta dimostrando efficace nel contrastare i crescenti reati informatici. Terza la città giapponese di Osaka, seconda per sicurezza personale e ben posizionata anche per sicurezza digitale e sicurezza sanitaria. La top ten si completa con Stoccolma, Amsterdam, Sydney, Zurigo, Toronto, Melbourne e New York.

In generale, dice l’Economist, il livello di sicurezza di una città è strettamente correlato alla sua ricchezza e sviluppo economico, tanto che la classifica appare dominata, nella parte alta, da città di paesi sviluppati e nella parte bassa da quelle situate nei paesi più poveri, con forti differenze anche nell’ambito dello stesso continente: in Asia, per esempio, Tokyo, Singapore e Osaka occupano i primi 3 posti, mentre Ho Chi Min e Jakarta sono in fondo alla classifica. Il reddito pro capite non è però sufficiante a rendere sicura una città, come conferma il fatto che delle 5 città mediorientali presenti in lista (Abu Dhabi, Doha, Kuwait City, Riad, Teheran) 4 sono considerate ricche, eppure Abu Dhabi è 25°, Doha 29°, Kuwait City 36° e Riad 46°, mentre Teheran è al penultimo posto.

Fra Abu Dhabi e Doha si collocano le due città italiane selezionate dall’Economist, Milano e Roma. Milano è al 26° posto e Roma al 27°: Milano è meglio posizionata di Roma nei campi della sicurezza digitale (dove Roma è all’ultimo posto fra le città europee) e della sicurezza personale, Roma fa meglio di Milano sulla sicurezza sanitaria e delle infrastrutture.

Le più forti in tema di sicurezza digitale sono le città americane, che però hanno performance deboli negli altri ambiti, tanto che New York è l’unica metropoli degli Stati Uniti a entrare nella top ten. Per contro, l’Europa appare piuttosto debole sul fronte digitale (la meglio piazzata è Londra, al 16° posto), ma primeggia decisamente su quello della sicurezza sanitaria, con 6 città fra le prime 10.

È interessante notare, conclude l’Economist, che spesso i dati statistici sulla sicurezza divergono significativamente dalla percezione dei cittadini. Fra le 50 città considerate dal report, soltanto a Zurigo (7°) e Città del Messico (45°) dati e percezione sono allineati, mentre in tutte le altre divergono. I casi estremi sono quelli di Chicago e Riad: a Chicago la differenza fra reale e percepito è di 27 posizioni in negativo, cioè la città è statisticamente al 16° posto per sicurezza ma la percezione dei cittadini la pone al 43°. A Riad, invece, la differenza è di 33 posizioni in positivo: la capitale saudita è infatti al 46° posto per sicurezza, ma la percezione positiva dei cittadini la porta in 13° posizione.

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