VeryBello, tante critiche e poche lodi al sito che promuove l'Italia di Expo e i suoi eventi, Franceschini risponde
A
È stato presentato da Dario Franceschini, ministro della cultura e del turismo, nella mattinata di sabato, e già poche ore dopo è divenuto bersaglio di migliaia di critiche feroci, sarcastiche, deluse, argomentate e non argomentate, postate da esperti e non esperti: il sito VeryBello.it, aggregatore/calendario degli eventi culturali che si svolgeranno in Italia durante il periodo di Expo (dal 1° maggio al 31 ottobre), promosso dal Mibact con la collaborazione di Regioni e Comuni, ha persino subito due seri attacchi informatici nella prima notte di vita.

Realizzato dall’agenzia Lola et Labora, il sito contiene al momento oltre 1.300 eventi (organizzati sia dal pubblico che dai privati) fra mostre d’arte, concerti, spettacoli teatrali, performance di danza, feste tradizionali, festival tematici, eventi per bambini che nel semestre Expo si svolgeranno nelle città, cittadine e borghi di tutta Italia. Ordinati in 12 categorie, gli eventi sono descritti, geolocalizzati e possono essere condivisi sui social network: la lista è in divenire e sarà a mano a mano integrata, con l’idea di garantire continuità al progetto anche al termine di Expo. La piattaforma è andata online in italiano e, dice il Mibact, e a breve sarà disponibile in inglese, russo, cinese, spagnolo, portoghese, tedesco e francese. Obiettivo del sito: promuovere l’Italia attraverso i suoi eventi culturali al pubblico italiano ma soprattutto a quello internazionale, per incoraggiarlo a venire in Italia offrendogli uno strumento di consultazione per orientarlo nella sterminata offerta culturale nazionale.

Il diluvio di critiche in rete (fra i fustigatori ci sono anche Riccardo Luna, Paolo Iabichino e Matteo Flora, tanto per citare tre nomi noti in campo digitale) riguarda 5 aspetti: il nome del sito, la grafica, i contenuti, la realizzazione tecnica, la trasparenza con cui ne è stata affidata la costruzione e l'opportunità di costruire un nuovo sito invece di utilizzare l'ormai tristemente noto Italia.it. Stando ai commenti in rete, di VeryBello non si salva niente.

Il nome è ritenuto ridicolo, inadeguato, uno sbracato ibrido anglo-italiano che riporta ai peggiori cinepanettoni nazionali. E in più riprende il nome di un sito di cosmetici per bambine (verybella.it) di Giochi Preziosi. La grafica è criticata perché brutta, povera, con uno scrolling infinito e una mappa dell’Italia che al debutto online tagliava Sicilia e Calabria (poi prontamente introdotte). Dei contenuti si critica in primis il fatto che il sito sia stato messo online soltanto in italiano, che la selezione degli eventi pubblicati non sia tale da invogliare alcuno a venire in Italia, che ci sono tanti errori nella geolocalizzazione e nelle sedi degli eventi, che è solo una lista di eventi senza alcun altro contenuto sulle bellezze d'Italia.

In ambito tecnico gli esperti hanno fatto presente, e non certo bonariamente, che ci sono una quantità di errori di progettazione. Fra i tanti: il dominio non è intestato al Ministero bensì all’agenzia che ha costruito il sito, manca la Privacy Policy, il sito è costruito senza rispettare le più elementari regole per l’indicizzazione sul web dei singoli eventi (dovrebbero ognuno avere una pagina propria), la condivisione su Twitter non funziona, i link ai siti degli eventi non sono puntati correttamente inficiando la funzione di share e non ne esiste una app per dispositivi mobili. Inoltre, dicono i detrattori, le 550mila visite al sito nelle prime 6 ore vantate da Franceschini hanno bloccato la piattaforma, che invece dovrebbe reggere l'urto di milioni di visitatori.

Sulla trasparenza ci si chiede invece come e con quale criterio la realizzazione della piattaforma sia stata affidata a Lola et Labora, agenzia non particolarmente nota, perché non si sia mai saputo niente di un bando pubblico e perché non si possa sapere con certezza quanto questa agenzia è stata pagata. Inoltre, i professionisti del digitale e del turismo domandano perché non sono stati interpellati, o perlomeno perché non sia stato coinvolto il TDLab, il laboratorio per il turismo digitale del Ministero.

Per contro, le lodi sono ben poche: spigolando in rete si trova chi dice che il nome del sito è orecchiabile per un pubblico anglofono (e che comunque è già valso alla piattafoma un’immensa pubblicità che altrimenti non avrebbe avuto), chi ricorda che a fronte del nulla assoluto prodotto finora da Expo sugli eventi in calendario nel sito espositivo VeryBello è già qualcosa, chi sostiene che qualunque cosa si faccia c’è sempre qualcuno pronto a demolirlo, chi accusa i social network di veicolare solo critiche negative.

Franceschini, dal canto suo, difende le scelte fatte e, rispondendo a Guido Scorza sul sito del Fatto Quotidiano, puntualizza che VeryBello è costato 35mila euro e che sarà gestito da risorse interne con la collaborazione delll'Enit, che la gara per la realizzazione è stata fatta rivolgendosi ai fornitori digitali della pubblica amministrazione e che sono già state attivate le procedure per trasferire al Ministero il dominio del sito. il ministro sottolinea inoltre che il TDLab ha esaurito il suo compito e non è più operativo, e che la scelta è stata quella di realizzare una piattaforma dedicata esclusivamente all’offerta culturale italiana nei mesi di Expo, diversa da Italia.it, ma che sarà integrata a essa. Infine le lingue: il lancio di VeryBello è avvenuto con la sola versione italiana, ma già dal 7 febbraio sarà disponibile anche quella in inglese, e le altre lingue seguiranno in breve tempo.

Insomma, fra botte e risposte, critiche costruttive e commenti distruttivi, l’impressione è che, passata la tempesta, si navigherà il sito così com’è. Sperando che funzioni.

Margherita Franchetti

Commenta su Facebook