Roma delibera l'aumento della tassa di soggiorno per i 5 stelle, gli albergatori: "è una follia"
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“La delibera del 30 dicembre scorso, con cui la Giunta capitolina aumenta ulteriormente a 10 euro al giorno per persona l’imposta di soggiorno per gli alberghi a 5 stelle, ci lascia veramente sconcertati”. Giorgio Palmucci, presidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi, esprime la propria contrarietà a stretto giro dopo la dichiarazione di Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma: “Portare da 7 a 10 euro il contributo di soggiorno negli alberghi 5 stelle significherebbe strozzare un segmento già in sofferenza, in una città ormai già percepita dal mercato internazionale come meta low cost a causa del calo dei prezzi da noi praticato per combattere la crisi" ha affermato Roscioli.

Se la misura dovesse davvero entrare in vigore gli albergatori romani sono pronti a farsi sentire in Campidoglio, anche perché il nuovo rincaro arriva a soli 4 mesi dall’ultimo aumento, che ha portato la tassa di soggiorno di Roma a essere, dice Roscioli, la più alta d’Europa. A Roma gli alberghi 5 stelle che sarebbero penalizzati dalla misura sono solo 29: un’ulteriore conferma, secondo il presidente di Federalberghi Roma, che la misura avrebbe un esiguo valore economico, ma soltanto un impatto mediatico. Tanto più “folle” perché arriva all’indomani degli attentati a Parigi, che hanno frenato le prenotazioni anche su Roma.

“I nostri principali competitor”, afferma quindi Palmucci, “non applicano l’imposta di soggiorno (Londra, Madrid) oppure, quando lo fanno, si attestano su livelli di gran lunga più contenuti – 1,50 euro a Parigi. Viene naturale chiedersi”, conclude, “quali servizi la città di Roma metta a disposizione dei turisti per giustificare un prelievo forzoso di queste dimensioni. Non c’è dubbio che una scelta del genere non potrà non avere ripercussioni negative sulle imprese, ma anche sull’immagine stessa della città”.

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