Valore degli eventi: MPI lancia una versione semplificata dello studio di impatto economico nazionale, realizzarlo costa il 40% in meno
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L’ha presentata Christian Savelli, direttore della business intelligence di MPI International, con un intervento video proiettato durante la convention di MPI Italia che si è svolta a giugno a Salerno, sottolineando che si tratta di una novità molto rilevante per la meeting industry internazionale. La versione semplificata dell’Economic Impact Study (EIS), lo studio che misura l’impatto economico del settore meeting ed eventi, è ora disponibile.

Lo studio di impatto economico elaborato nel 2006 dalla MPI Foundation sulla base della metodologia di misurazione dell’impatto economico turistico stabilita dall’UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo, è lo strumento che permette di calcolare il valore degli eventi ospitati in un paese, identificandone l’impatto sulle economie in termini di incidenza sul Pil, posti di lavoro generati, tasse versate e una serie di altri indicatori, e producendo risultati comparabili fra i vari paesi.

Il primo studio nazionale è stato condotto nel 2006 in Canada, dove è emerso che la meeting industry valeva allora 30 miliardi di dollari; nel 2009 è stato condotto anche negli Stati Uniti, dove il settore doveva trovare nuova legittimazione a seguito dei presunti scandali di aziende che, durante il picco della crisi economica, organizzavano meeting in resort di lusso: la rilevazione ha portato a stimare in 263 miliardi di dollari e 1,6 milioni di posti di lavoro generati l’impatto degli eventi negli Usa, convincendo la politica che il settore era da sostenere e non da boicottare. Successivamente anche Messico, Danimarca e Regno Unito hanno condotto lo stesso studio, dando una dimensione economica e dignità di comparto produttivo alla meeting industry e utilizzando i risultati come biglietto da visita del settore presso politici e istituzioni.

Lo studio, così come condotto finora, ha un costo di 250mila dollari, proibitivo per molti paesi, fra cui l’Italia, dove il tema è dibattuto da tempo. Ora, ha annunciato Christian Savelli, MPI ha messo a punto una versione dello studio che mantiene l’approccio metodologico, e quindi la credibilità scientifica, di quello originario, ma si concentra soltanto sui numeri “importanti”, quelli che fanno presa sulla politica e attirano l’attenzione dei media.

Realizzare questa versione semplificata ha un costo del 40% inferiore, cioè 150mila dollari, circa 110mila euro, ancora elevato ma certo molto più accessibile. Nel Regno Unito lo studio di impatto economico è stato finanziato prevalentemente dagli operatori privati: chissà se in Italia il nuovo convention bureau nazionale privato, che ha peraltro fra i propri obiettivi anche quello di calcolare il valore del settore che rappresenta, riuscirà a trovare le risorse necessarie per dotare di un biglietto da visita anche la meeting industry italiana.

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