Decreto sul turismo: operatori soddisfatti, qualche preoccupazione sul commissariamento di Enit
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Da ente pubblico diventa ente pubblico economico, con compiti di promo-commercializzazione, e sarà commissariato per consentirne la completa riorganizzazione e trasformazione in uno strumento di promozione adeguato ed efficiente: questo il destino dell’Enit, l’agenzia nazionale del turismo, così come stabilito dal decreto legge ArtBonus voluto dal ministro Dario Franceschini e approvato dal Governo.

La misura, che fa tramontare definitivamente l’ipotesi dell’abrogazione dell’ente, raccoglie subito il plauso di Federcongressi&eventi: “Siamo lieti che il governo abbia deciso di salvaguardare, con l’Enit, una risorsa per la promozione dell’Italia verso l’estero in un momento in cui il nostro paese si sta affermando presso i flussi incoming anche business e non più solo leisure” ha dichiarato il presidente dell’associazione Mario Buscema. “Auspichiamo che la fase di riorganizzazione formale e sostanziale che in parte è già in corso, e alla quale questo decreto dà nuovo sprone, conferisca all’Enit ancor più forza e vigore per affrontare questa sfida e vincerla, con il contributo degli operatori dell’industria turistica e congressuale".

Federcongressi&eventi, lo ricordiamo, negli ultimi due anni ha collaborato fattivamente con l’Enit per la promozione dell’Italia congressuale nel mondo, ottenendone il supporto per il progetto di costituzione del nuovo convention bureau nazionale di natura privata che sarà finalizzato il prossimo 18 giugno.

Più critica è la posizione di Confturismo, il cui presidente Luca Patané esprime preoccupazione per il commissariamento e il processo di riorganizzazione: “Il percorso trasformazione dell'Enit deve essere accelerato alla vigilia di Expo” ha detto Patané. “Non avere da subito certezze sulle risorse messe a disposizione e, anzi, con il rischio che per riorganizzazione si intenda depotenziamento, magari delle sedi estere, sarebbe un fatto gravissimo. L'Italia turistica merita investimenti adeguati nella sua promozione da subito”.

Il decreto introduce inoltre misure per sostenere la competitività del turismo italiano, fra cui crediti d'imposta del 30% per la ristrutturazione degli alberghi e per la loro digitalizzazione, inclusi l’acquisto di siti web, applicazioni e spazi pubblicitari digitali nonché per l’adeguamento ai canali mobile e l'introduzione del wi-fi. Sulla misura per il sostegno agli alberghi il consenso degli operatori è unanime: secondo Federalberghi, si tratta di “un buon punto di partenza per ricostruire il clima di attenzione necessario per il rilancio di un asset strategico per l’economia e l’occupazione nazionale”, anche se l’associazione auspica che al decreto si affianchino presto altre misure strutturali e di sistema e che durante l’iter del provvedimento siano reperite maggiori risorse per migliorare ulteriormente l’efficienza del sistema di offerta turistica.

Positivo anche Giorgio Palmucci, presidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi: “Bene la concessione del credito di imposta, ma sarà da capire come la misura potrà essere utilizzata dagli albergatori. I presupposti per la ripresa ci sono, ora aspettiamo i decreti attuativi e i contenuti della legge delega per il settore annunciata per le prossime settimane” ha detto.

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