Al via il nuovo convention bureau nazionale privato, aperta la campagna di adesioni alla Rete di imprese che promuoverà l’Italia
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Carlotta Ferrari e Mario Buscema

Promuoverà la destinazione Italia sui mercati internazionali come sede per congressi, meeting, eventi di comunicazione e di incentivazione, supporterà la domanda internazionale nella ricerca delle location, interloquirà con i territori per procurare e distribuire loro il business e con le istituzioni per elevare il profilo del settore congressuale. Questi gli obiettivi di massima del nuovo convention bureau nazionale di natura privata che sarà costituito con rogito notarile, in forma di Rete di imprese, il prossimo 18 giugno.

Un progetto innovativo, almeno per l’Italia e almeno per il settore congressi ed eventi: dopo la fallita esperienza, due anni fa, del Convention Bureau Italia voluto dall’allora Ministero del Turismo, e preso atto che le attività di promozione e ricerca del business congressuale sono indispensabili per presidiare il mercato degli eventi internazionali, gli operatori privati si organizzano autonomamente per colmare il vuoto lasciato dalle istituzioni. Le quali, peraltro, riconoscono di non essere in grado di fornire al comparto il supporto di cui ha bisogno e danno il via libera all’iniziativa privata.

Il progetto è nato da Federcongressi&eventi, ma ha coinvolto subito tutte le associazioni di categoria (Confturismo-Confcommercio, Federturismo-Confindustria e Confesercenti-Assoturismo) spiegano a Event Report Mario Buscema e Carlotta Ferrari, presidente e vicepresidente di Federcongressi&eventi e principali artefici dell’iniziativa, durante l'IMEX di Francoforte. “È uno dei pochi casi in cui le associazioni di categoria hanno lavorato in maniera collegiale per perseguire un obiettivo comune” dice Mario Buscema. “Il progetto della Rete di imprese che costituirà il nuovo convention bureau nazionale è frutto del contributo attivo di tutte le associazioni, che si stanno mobilitando, come fa ora Federcongressi&eventi, per stimolare i propri associati ad aderirvi”.

“Il convention bureau nazionale, il cui nome è ancora in via di definizione, non farà business né contratti, bensì lavorerà per procurare business e contratti ai propri retisti” precisa Carlotta Ferrari. “L’idea è che il bureau sia un braccio operativo, e la forma giuridica della Rete di imprese è stata individuata come la più adatta a garantire una struttura snella, con costi ridotti e aperta nel tempo all’adesione degli operatori”. La Rete sarà costituita da soggetti territoriali privati come convention bureau, club di prodotto e aggregazioni d’imprese congressuali, sedi per eventi (centri congressi, alberghi con sale congressuali, dimore storiche, spazi per grandi eventi, spazi istituzionali, spazi non convenzionali), ma sarà garantito, attraverso convenzione, il raccordo con gli altri operatori del settore come PCO, agenzie di eventi, agenzie di viaggio e di comunicazione con divisioni di organizzazione eventi, aziende e agenzie di servizi e consulenza congressuale. I soggetti ammessi a fare parte della Rete saranno quelli che dispongono dei requisiti indicati per le sedi e destinazioni dal documento La riclassificazione dell’offerta congressuale italiana e la ridefinizione dei requisiti qualitativi.

Il percorso è stato pienamente condiviso sia con l’Enit sia con le Regioni, che continueranno a svolgere le attività di branding, sia con il Ministero del Turismo, che ha dato il proprio avallo all’operazione” dice Buscema. “Per quanto riguarda la struttura, il bureau avrà un Comitato di indirizzo composto da 8 consiglieri (due di Federcongressi&eventi, due di Confesercenti, due di Confindustria-Federturismo, uno di Confcommercio e uno di Federalberghi) e una o due persone di staff, guidate da un responsabile che come primo obiettivo avrà quello di ampliare la membership”.

Le quote di adesione variano a seconda della dimensione delle imprese, e sono state quantificate fra i 1.000 e i 5.000 euro l’anno. “Per partire con l’operatività, dopo il rogito del 18 giugno, contiamo di avere almeno una ventina di imprese aderenti” dice Carlotta Ferrari. “Il budget annuo ideale, per consentire al bureau di operare al meglio facendo promozione, comunicazione, sales visit, educational e operazioni di ricerca del business, è di 500.000 euro l’anno. È una sfida non da poco, ma la riteniamo fondamentale per rilanciare l’Italia come sede per eventi internazionali”.

Per chiarire gli aspetti di modalità di costituzione della Rete e della sua gestione operativa, Federcongressi&eventi organizza il prossimo 10 giugno a Firenze un incontro di approfondimento, aperto a tutti gli operatori, cui parteciperà anche il notaio Serena Meucci che fornirà informazioni sui documenti da produrre per aderire al progetto. Le adesioni sono aperte fino al 15 giugno: le spese notarili per la costituzione della Rete (circa 11.000 euro per 20 imprese) saranno a carico delle associazioni, mentre per l’adesione successiva la spesa per ogni impresa, a carico della stessa, sarà di circa 1.600 euro.

“È un progetto importante” conclude Buscema. “Noi ci mettiamo la faccia, ma è anche una prova di ciò che le associazioni imprenditoriali possono fare concretamente per i propri soci. Il convention bureau nazionale sarà una realtà concreta di cui potremo andare a parlare con le istituzioni per ottenerne il supporto”.

Sotto, da scaricare, il contratto di rete, il modulo di adesione e i requisiti richiesti alle imprese aderenti.

Margherita Franchetti

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