Gli albergatori europei pubblicano il Manifesto del settore ospitalità con le priorità per il prossimo Parlamento europeo
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È indirizzato ai candidati che si presenteranno alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo il prossimo maggio, il Manifesto elaborato da Hotrec, la confederazione europea degli imprenditori alberghieri e della ristorazione, e contiene le linee guida con cui l’industria europea dell’ospitalità invita le istituzioni a porre il turismo al centro delle politiche economiche dell’Unione: articolato in 16 priorità, è stato presentato il 4 dicembre in occasione della Giornata europea del turismo.

Hotrec, di cui l’italiana Federalberghi è socio fondatore e che riunisce 44 associazioni nazionali di 27 paesi europei, sottolinea che all’industria dell’ospitalità afferiscono nel Vecchio Continente 1,8 milioni di imprese che generano occupazione per 10 milioni di lavoratori, contribuendo al 3,7% del Pil in Europa, e che nel decennio 2000-2010 il settore ha prodotto un tasso di crescita occupazionale del 29%, a fronte della media del 7% generata dell’economia nel totale dei paesi.

Le più recenti statistiche, afferma ancora la confederazione, indicano che l’Europa, da sola, è meta del 51% degli arrivi turistici mondiali: alla luce dell’importanza che le industrie del turismo e dell’ospitalità ricoprono per l’economia del continente (236 miliardi di euro di valore diretto), Hotrec auspica quindi la costituzione, all’interno del Parlamento europeo, di un intergruppo sul turismo che monitori gli sviluppi politici di impatto sul settore garantendo esposizione degli interessi di tutti gli stakeholder a esso legati.

In particolare, il Manifesto presentato da Hotrec evidenzia le priorità su cui deve concentrarsi l’azione legislativa del prossimo Parlamento per dare impulso allo sviluppo economico del settore nel quinquennio 2014-2019.

Ecco i punti principali della proposta elaborata da Hotrec:

Sussidiarietà: l’Unione Europea dovrebbe astenersi dal legiferare su aspetti per cui non è giustificata una dimensione di mercato unico.

Semplificazione: la riduzione del peso amministrativo è la chiave per facilitare la competitività delle imprese.

Finanziamenti: le piccole e medie imprese devono avere maggiore acceso a strumenti finanziari europei.

Affari sociali: è necessario evitare nuove normative europee in tema di lavoro che possano frenare la corsa occupazionale dell’indistria dell’ospitalità: orari di lavoro flessibili sono essenziali per il mantenimento del livello di servizio all’interno del settore ricettivo.

OLTA: assicurare la giusta concorrenza nella distribuzione online, evitando che la posizione dominante delle Online Travel Agencies porti gli imprenditori a perdere il controllo sui prezzi e sugli affari.

Visti: occorre utilizzare tecnologie intelligenti per facilitare il rilascio dei visti turistici, in particolare nei mercati emergenti. Il contributo del turismo all’economia europe deve essere tenuto in considerazione tanto quanto le questioni relative alla sicurezza.

Protezione dei dati: bisogna evitare di imporre alle imprese del ricettivo nuovi oneri burocratici, come per esempio l’obbligo di nominare un addetto alla protezione dati.

Pacchetti: applicare alle prenotazioni alberghiere la direttiva sui pacchetti viaggio solo quando il servizio include anche il trasporto, per consentire agli alberghi di offrire servizi aggiuntivi alla propria clientela.

Carte di credito: eliminare le commissioni interbancarie multilaterali relative alla carte di pagamento, che sono di molto al di sopra del costo reale delle transazioni.

Iva: confermare la possibilità di applicare al turismo aliquote iva ridotte per aumentare la competitività delle destinazioni europee.

Ospitalità “privata”: il crescente numero di proprietari che affittano le proprie case o appartamenti ai turisti, senza sottostare di fatto alle norme che regolano l’industria dell’ospitalità, costituisce una minaccia per la protezione dei consumatori e l’occupazione nel settore.

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