Federcongressi: il programma di Buscema all’insegna della continuità, prioritari i servizi ai soci e i rapporti istituzionali
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Mario Buscema

Continuità di programma e discontinuità di stile: è questo ciò che si è evinto dal discorso di insediamento che Mario Buscema, neopresidente di Federcongressi&eventi, ha tenuto venerdì scorso a Roma di fronte al pubblico dei soci riuniti in convention. Pacato, riflessivo, abituato a soppesare le parole, Buscema sembra l’antitesi caratteriale dell’impetuoso Paolo Zona che lo ha preceduto: “Vorrei che la mia presidenza fosse caratterizzata da un clima sereno e dal lavoro di squadra” ha detto Buscema dal palco. “Lavoriamo tutti su base volontaristica, non ha senso scontrarsi e perdere di vista gli obiettivi comuni”. Un richiamo alla serenità del costruire insieme che trova nel nuovo Comitato Esecutivo uno dei punti di forza: “La squadra uscita dalle urne è molto equilibrata e può vantare competenze diversificate che saranno messe al servizio dell’efficienza”.

Fino a qualche mese fa, Mario Buscema, vicepresidente della società di organizzazione congressuale bolognese Planning Congressi, a diventare presidente di Federcongressi&eventi non ci pensava nemmeno lontanamente: “Mi sono convinto riflettendo sul fatto che, in un contesto socio-economico come quello italiano attuale, in cui tutti (me compreso) si lamentano, ho l’opportunità di dare un contributo per tentare di migliorare le cose. Nelle ultime settimane ho incontrato i soci di diverse regioni per capirne le esigenze e le aspettative ed entrare nel merito delle dinamiche associative, e mi sono reso conto che tante delle istanze espresse sono già state affrontate dall’esecutivo durante la presidenza di Zona: mio compito sarà quindi quello di rafforzare quanto fatto finora, con il supporto del nuovo esecutivo, e trovare spazi di crescita”.

Nell’affermare linee guida improntate alla continuità, dunque, Buscema indica uno per uno gli ambiti su cui intende lavorare nel corso del proprio mandato: i servizi ai soci e lo sviluppo della base associativa prima di tutto, poi i rapporti con le istituzioni e con le associazioni nazionali e internazionali, il consolidamento del rapporto con BTC, la fiera italiana degli eventi, il supporto al Learning Center per la formazione ai soci e al Progetto Mentore per la formazione dei giovani, il proseguimento dell’Osservatorio Congressuale Italiano: “Credo che la priorità assoluta d’azione – e il comitato esecutivo dovrà avallare questo intendimento – debba essere il rafforzamento delle delegazioni regionali, per dare capillarità territoriale all’associazione e stimolare il networking e le opportunità di business fra i soci” ha detto Buscema. “Occorre inoltre portare avanti il dialogo con le istituzioni sul tema dell’ECM e dei congressi medico-scientifici, per quanto difficile nell’attuale caos politico”. Non affronta, invece, il tema del convention bureau nazionale, cavallo di battaglia della presidenza Zona. “È stata un’omissione volontaria” spiega, a margine, a Event Report “perché intendo studiare bene la questione prima di sedermi al tavolo con gli interlocutori. Un organismo nazionale di promozione è necessario, anche se non dovesse chiamarsi convention bureau”.

Una menzione programmatica specifica spetta infine alla comunicazione interna: “Dovrà essere più efficace, perché tante delle azioni intraprese da Federcongressi&eventi non sono state recepite dagli associati” ha detto Buscema. “Auspico però anche una maggiore attenzione, da parte dei soci, a ciò che viene fatto”. Il neopresidente sarà supportato in questo senso anche dal Comitato Esecutivo, che in virtù del nuovo statuto ha ora un rappresentante per ognuna delle 4 categorie professionali cui appartengono i soci, cui farà capo la comunicazione specifica. In conclusione, Buscema parafrasa Kennedy per invitare i soci a essere maggiormente coinvolti e proattivi:  “Non chiediamoci soltanto che cosa può fare l’associazione per noi, ma anche che cosa possiamo fare noi per l’associazione”.

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